Co-finanziato dalla Commissione europea con 6 milioni di euro, sovvenzionerà 35 posizioni di post-dottorato di durata triennale nel campo delle terapie avanzate 

Se gli studenti che si erano iscritti alla facoltà di biologia nei primi anni duemila tornassero oggi dietro i banchi universitari affronterebbero un cammino di studi diverso, sicuramente più aggiornato in termini di biologia molecolare. Infatti, chi si appresta a cominciare oggi un percorso di formazione scientifica potrebbe essere lo sviluppatore delle terapie avanzate di domani, perciò bisogna ripensare i piani di studio, aprendo percorsi specialistici che considerino la complessità delle ATMP da varie angolazioni. È quanto sta facendo Fondazione Telethon che ha appena annunciato l’avvio di Broadening Expertise for YOung Researchers iN aDvanced Cell & Gene Therapies (BEYOND), un programma di formazione post-doc nell’ambito delle terapie avanzate, cofinanziato dalla Commissione europea con circa 6 milioni di euro nell’ambito del Marie Skłodowska-Curie Cofund, principale programma dell’Unione Europea per la formazione pre- e post-dottorato.

Ha sempre voluto innovare, anche a costo di sfidare l’establishment, e ha cercato nel settore privato la libertà che la ricerca pubblica non era disposta a concedergli 

Craig Venter è stato il primo uomo a leggere il proprio genoma (la sua sequenza completa è stata pubblicata nel 2007). Ha potuto studiare le proprie predisposizioni genetiche e sottoporsi ai test più avanzati per verificarne l’attendibilità nel mondo reale. Nel 2014 ha lanciato una company chiamata Human Longevity proprio per costruire ponti tra sequenze e diagnosi. In questo modo nel 2016 aveva identificato e sconfitto un tumore alla prostata, ma scienza e fortuna non sono bastate a salvarlo una seconda volta nel 2026. Quando il 29 aprile se n’è andato, non aveva realizzato tutto quello che avrebbe voluto, ma più che abbastanza per assicurarsi un posto nella storia e forse anche per farsi apprezzare da molti dei suoi vecchi rivali.

Dare al Paese una nuova generazione di scienziati capaci di trasformare la ricerca in soluzioni reali: terapie più efficaci, più mirate, più sostenibili, e tecnologie trasferibili all’industria

Negli ultimi decenni, le conoscenze scientifiche e tecnologiche nell’ambito della biomedicina stanno crescendo ad una velocità incredibile che sembra inarrestabile. Ed è proprio questa velocità che rende sempre più difficile costruire un ecosistema nel quale si possano integrare le conoscenze, mettere in sinergia persone e competenze per trasformare il tutto in progresso scientifico con un reale impatto sulla società. L’obiettivo del dottorato nazionale STAT – Science and Technology of Advanced Therapies – è proprio quello di formare figure altamente specializzate in un nuovo panorama scientifico che unisce ricerca di eccellenza, clinica e industria. Ne abbiamo parlato con Raffaella Di Micco e Luigi Naldini dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (SR-Tiget) di Milano.

Dall’mRNA all’editing genomico: le terapie avanzate saranno al centro delle sperimentazioni cliniche di quest’anno 

Nature Medicine ha chiesto a undici ricercatori di spicco quali saranno i protagonisti e gli obbiettivi principali degli studi clinici nel 2026, così da farsi un’idea della rotta che prenderà la ricerca biomedica nei prossimi mesi. I trial attualmente in corso, e in avvio, hanno il potenziale di influenzare in modo significativo il futuro della pratica clinica, affrontando alcune delle principali sfide sanitarie globali, dalle malattie infettive ai tumori, dalle patologie cardiovascolari alle malattie rare e autoimmuni. Accanto a vaccini e farmaci innovativi, un ruolo di primo piano è occupato dalle terapie avanzate, che stanno ridefinendo l’approccio terapeutico grazie a strategie sempre più mirate e personalizzate.  

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