Pievani

Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, ripercorre la storia dell’universo e dell’uomo sulle tracce di quell'imperfezione che ci ha resi la meravigliosa (forse) specie che siamo

Ci viene piuttosto facile pensare che l’evoluzione sia il meccanismo che, in modo naturale, “aggiusta” la realtà, corregge il tiro e cancella gli errori in modo tale che nei milioni di anni la vita abbia potuto evolversi dallo stadio unicellulare a quello pluricellulare che ci contraddistingue. Dalle amebe a noi esseri umani. E il confronto tra questi due organismi sembrerebbe deporre a favore di una siffatta tesi ma, di fatto, si tratta di un punto di vista fallace, che non considera l’evoluzione per quello che realmente è e, soprattutto, sovrastima ciò che noi siamo. Nel suo ultimo libro “Imperfezione - una storia naturale” (Raffaello Cortina Editore), Telmo Pievani, filosofo della scienza e professore ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, spiega quale sia davvero il driver dell’evoluzione componendo una vera e propria “lode” all'imperfezione.

Henrietta Lacks

Dietro la sigla “HeLa”, nota perlopiù a chi manipola cellule in laboratorio, si nasconde una storia umana particolare che si intreccia con importanti temi della ricerca biomedica

“Poco dopo la morte di Henrietta si iniziò a pensare alla produzione in serie di HeLa. Ne nacque una vera e propria industria, che arrivò a sfornare migliaia di miliardi di cellule alla settimana. Il tutto con un unico obiettivo: combattere la poliomielite.” Era il 1951 e la polio era al massimo della sua espressione. Ricercatori e medici di tutto il mondo stavano cercando una soluzione per questa malattia terribile e le cellule HeLa sembravano ottime per testare come le cellule rispondevano al virus, data la loro capacità di riprodursi molto più velocemente e con meno limiti rispetto alle cellule normali. Di queste cellule e della loro storia ha scritto Rebecca Skloot nel libro “La vita immortale di Henrietta Lacks”.

A crack in creation

“A crack in creation – The new power to control evolution”
Conoscere origine, capacità, possibili applicazioni e ipotetiche conseguenze di questa tecnica di editing genomico grazie alle parole di una delle scienziate che l’ha scoperta

Jennifer Doudna si racconta e racconta CRISPR in un libro che fa immergere il lettore nella storia presentata in prima persona e gli permette di affrontare le questioni tecniche, etiche, sociali, economiche legate a quella che è stata più volte definita come una delle più importanti scoperte scientifiche della storia moderna. Pur essendo scritto a quattro mani assieme a Samuel Sternberg, suo fellow researcher, la voce narrante è solo quella della biochimica americana di fama mondiale. Saggio scientifico e memorie personali si intrecciano per dare al lettore la percezione di attraversare tutte le fasi della scoperta, dalle prime intuizioni alle considerazioni legate al futuro di questa tecnologia rivoluzionaria.

Silvia Bencivelli

Alla scoperta dell’origine e delle cause dei dubbi e dei tanti motivi di confusione degli italiani sulla scienza e sui suoi insegnamenti

È stata una lettura estiva, leggera ma che mi ha appassionato. PerchéSospettosi”, pubblicato da Einaudi, pur non essendo il saggio di un illustre cattedratico della medicina o della biologia ha qualcosa di molto importante da dire. Il sottotitolo è eloquente. “Noi e i nostri dubbi sulla scienza”. E già questo aiuta a spiegare il punto d’osservazione dell’autrice che non si limita a studiare il problema dall’esterno ma vi si immerge in prima persona per esplorarlo da dentro. “Sospettosi” è, infatti, un reportage che Bencivelli ha scritto dopo aver realizzato diverse interviste a più persone su un vasto gruppo di tematiche, tutte ovviamente collegate all’ambito scientifico. Dai vaccini alle diete estreme, fino alle terapie alternative anche in ambito oncologico. Questioni scottanti che riguardano un po’ tutti noi e che Bencivelli decide di esaminare partendo dal semplice concetto che tutti noi, all’interno della nostra bolla di amicizie e conoscenze siamo in contatto con qualcuno che ha fatto una scelta antiscientifica. Qualcuno che “pur non avendoci fatto cambiare idea ci ha fatto riflettere su una cosa nuova, di cui abbiamo rispettato il punto di vista e con cui siamo rimasti amici”.

Con il contributo incondizionato di

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