Chi è Giuseppe Novelli? E perché la sua carriera è così intimamente collegata alla disciplina che studia il ruolo e la funzione dei geni da cui è formato il DNA? Nei decenni passati molti italiani hanno preso parte alla costruzione dell’edificio della genetica, con ricerche di enorme prestigio, sia in campo medico (Enrico Gandini o Bruno Dallapiccola), sia nella genetica di popolazione - basta pensare agli studi sull’evoluzione umana svolti da Luigi Luca Cavalli-Sforza. Nel libro "Leggere i geni - Viaggio nelle meraviglie del DNA" (Egea, 2026) – da oggi nelle librerie - la crescita della genetica, quale ambito di primaria rilevanza per conoscere noi stessi, come siamo fatti e da dove derivano le malattie che ci affliggono, viene raccontata seguendo la traiettoria professionale e umana di un uomo che al DNA ha dedicato la sua intera esistenza, riuscendo a dialogare con i grandi nomi grazie a cui questo settore ha vissuto trasformazioni e mutamenti decisivi.
“Quando ricevi una diagnosi per una malattia che non ha risposte immediate, la tentazione di prendere il controllo è forte, fortissima. È l’istinto di chi non vuole arrendersi all’incertezza, di chi cerca una via d’uscita quando i percorsi battuti non sembrano sufficienti o semplicemente non esistono.” La paura racchiusa in una diagnosi di tumore fa vacillare razionalità e fiducia nella scienza, anche in chi lavora per trasmetterla. “Vertigine. Storie di chi si affida alla scienza e di chi impara a farlo” (Mondadori, 2025) è l’ultimo libro di Beatrice Mautino, biotecnologa e divulgatrice scientifica, che affronta lo scollamento tra la razionalità scientifica e l’essere umani, con tutte le sfaccettature che ciò implica. L’autrice ci accompagna in un viaggio che destabilizza, sì, ma solo per restituire un equilibrio più solido, fondato sul pensiero critico.
“Aiutare i lettori ad avvicinarsi alla medicina del prossimo futuro, promuovere quella ‘democratizzazione’ della scienza che è essenziale per la sua accettazione. […] La scienza medica è, per sua natura, un patrimonio collettivo, e per continuare a crescere deve coinvolgere la società intera.” Fin dalle prime pagine gli autori – Antonella Viola, esperta in immunologia (Università di Padova), e Alessandro Aiuti, medico specializzato in malattie rare e terapia genica (Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica, SR-Tiget) – chiariscono l’obiettivo del libro intitolato “La rivoluzione della cura” (Einaudi, 2025), un saggio sulla medicina del futuro. La direzione è ben precisa e, per raggiungere l’obiettivo, i professori partono dalla scoperta del DNA - anzi, un po’ prima - e viaggiano tra aneddoti di storia della scienza e nozioni di biologia, chimica e medicina, per chiudere parlando di uno dei temi più attuali: la sostenibilità delle terapie avanzate.
L’intelligenza artificiale (AI) sta diventando uno strumento sempre più utilizzato in campo medico, il problema è che si tratta di tecnologie molto complesse il cui impatto non è sempre facile da prevedere. In Italia, sono ancora pochi i testi rivolti a un pubblico non necessariamente esperto che affrontano i nodi cruciali della questione e spiegano con chiarezza il funzionamento delle principali piattaforme di AI, molte delle quali stanno già entrando negli studi clinici. Tra questi, merita attenzione la “Guida facile all’intelligenza artificiale in medicina”, recentemente pubblicata da Il Pensiero Scientifico Editore, a firma di Alberto E. Tozzi e Diana Ferro, entrambi in forza presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, nell’unità di ricerca in medicina predittiva e preventiva.
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