Salute a tutti i costi

La sostenibilità della ricerca farmaceutica è un argomento più che mai attuale, ma quanto costa davvero scoprire una terapia? Lo racconta Nicole Ticchi, autrice di “Salute a tutti i costi”

Consapevolezza”: potrebbe essere questa una delle parole chiave – ovviamente dopo le più prevedibili “sostenibilità” e “salute” – utili a descrivere “Salute a tutti i costi”, saggio scientifico scritto da Nicole Ticchi, comunicatrice della scienza con una formazione in chimica farmaceutica. Il concetto alla base del lavoro è che non si può più parlare di salute senza tenere in considerazione l’impatto che ha su ambiente, economia e società. Quotidianamente, infatti, ciascuno di noi deve fare delle scelte che influiscono sulla salute propria e altrui e, per farle, è anche necessario essere consapevoli di come funziona la ricerca e quello che le gira attorno. Il libro, pubblicato a luglio 2022 da Codice Edizioni, fornisce al lettore un quadro della situazione: un racconto in prima persona, ricco di dati e curiosità, che esplora a 360 gradi il tema della sostenibilità della ricerca farmaceutica.

Corpi estranei

Le persone che convivono con dispositivi impiantabili - come pacemaker, neurostimolatori, defibrillatori impiantabili e protesi - sono sempre di più, ma la loro esperienza è poco nota

Come si convive con un “coinquilino meccanico” che può salvarti la vita ogni giorno? Partendo dalla sua esperienza diretta con un defibrillatore cardiaco impiantabile, Cinzia Pozzi lo racconta in prima persona tra le pagine diCorpi estranei – Convivere con pacemaker e altri dispositivi sottopelle" (Codice Edizioni). A questo si aggiungono le molte interviste fatte a persone affette da diverse patologie che hanno deciso – oppure no – di seguire il percorso per diventare bionici. I benefici che la tecnologia ha portato alla medicina sono infatti indiscutibili ma le complicanze, la poca conoscenza di questo ambito e la disinformazione sono evidenti. Un testo non tecnico, ma ricco di rigore scientifico e testimonianze dirette, con un linguaggio alla portata di tutti permettono all’autrice di raggiungere il pubblico generale.

Materiali per la vita

Gli esseri umani sono sempre stati alla ricerca di tecniche per riparare e migliorare il proprio corpo, inevitabilmente colpito da vecchiaia, malattie e ferite. I biomateriali si sono rivelati una soluzione

Titanio, ceramica, idrogel, silicone, plastiche e collagene: sono solo alcuni esempi di materiali, anche chiamati biomateriali, che fanno ormai parte della nostra quotidianità. Ma come definirli? Come descritto nel primo capitolo del saggio “Materiali per la vita” dall’autore Devis Bellucci, “i biomateriali sono sostanze o combinazioni di sostanze – farmaci esclusi – sviluppate con l’intento di riparare gli acciacchi dei nostri corpi che, si sa, vengono al mondo col timbro del tempo e dell’imperfezione”. La ricerca di biomateriali è infatti iniziata nell’antichità, ma è solo dalla seconda metà del ‘900 che si può parlare di scoperte rivoluzionarie nel settore. Tra storie di ricercatori, curiosità, aneddoti di scienza dei materiali e scoperte inattese, Bellucci accompagna il lettore in un viaggio tra i biomateriali più comuni.

 Il bambino farfalla

Alessandro De Francesco, l’autore del libro: “Quella di Hassan è una storia che si è scritta da sola, una vicenda così romanzesca che si è naturalmente messa su carta”

Nel 2017 la vicenda di Hassan, bambino siriano affetto da epidermolisi bollosa giunzionale e trattato efficacemente con una terapia genica sperimentale sviluppata a Modena, ha fatto il giro del mondo. Le cellule staminali epiteliali, modificate geneticamente e fatte crescere in laboratorio, hanno permesso ai chirurghi di ricostruire la sua pelle ormai danneggiata in modo irreversibile, conquistando anche la copertina di Nature. Grazie a decine di ore di interviste con i protagonisti di questa storia, Alessandro De Francesco racconta questa avventura ripercorrendo la biografia del professor Michele De Luca, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" - Università di Modena e Reggio Emilia, e intrecciandola alle vite dei membri della famiglia di Hassan e dei ricercatori di Modena.

Con il contributo incondizionato di

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