car-t, Carvykti

L’ultima CAR-T, in ordine di tempo, a disposizione dei pazienti affetti da mieloma multiplo in recidiva o resistente alle terapie, precedentemente autorizzata in classe C, sarà ora a carico del SSN

Periodicamente il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) si riunisce per valutare le condizioni di accesso e di eventuale rimborso per i nuovi farmaci giunti sul mercato. Le terapie avanzate sono da tempo protagoniste di tali riunioni, nell’ultima delle quali è stato concesso il via libera alla rimborsabilità a 6 farmaci, tra cui ciltacabtagene autoleucel (cilta-cel, nome commerciale: Carvykti), un trattamento a base di cellule CAR-T destinato al trattamento del mieloma multiplo. Commercializzata da Janssen-Cilag International, cilta-cel era stata approvata nel 2022 dalla Commissione Europea e autorizzata in Italia a marzo 2025 ma in classe di rimborsabilità C (ovvero a carico del paziente). Adesso la situazione è mutata, a completo vantaggio dei pazienti.

La recente decisione dell’AIFA si è basata sui dati raccolti nel corso degli studi clinici in cui cilta-cel ha dimostrato di riuscire a ridurre significativamente il rischio di progressione o di morte nei pazienti affetti da mieloma multiplo, rispetto ai trattamenti del braccio di controllo. Grazie a questa rivalutazione cilta-cel diventa così la seconda terapia approvata e rimborsata in Italia per il mieloma multiplo recidivante o refrattario ai trattamenti, allargando il ventaglio di opzioni a disposizione dei malati. La prima CAR-T ad essere stata approvata in Europa per il mieloma multiplo (2021) e, successivamente, nel 2024 in Italia è idacabtagene vicleucel (ida-cel, nome commerciale: Abecma) commercializzata da Bristol Myers Squibb.

Il mieloma multiplo è un tumore del midollo osseo in cui le plasmacellule (linfociti B differenziati che assumono una connotazione maligna), iniziano a circolare nel sangue per poi crescere progressivamente di numero. I sintomi generalmente associati a questo tumore sono la spossatezza, l’anemia, le infezioni ricorrenti, le complicazioni renali (si arriva anche all’insufficienza renale), l’ipercalcemia ma soprattutto le complicanze ossee. La diagnosi ha inizio con un esame del sangue molto comune - l’elettroforesi delle proteine, sia sieriche che urinarie - attraverso cui si può individuare la presenza di un picco monoclonale, che rimane solo il primo tassello del quadro diagnostico. Quando viene ritrovata una proteina monoclonale (nel siero o nelle urine) si procede con l’immunofissazione e con gli esami strumentali (radiografia delle ossa) fino alla biopsia midollare, gold standard diagnostico. Dopo la diagnosi e la stadiazione del tumore il paziente è avviato alla terapia che, a seconda del livello di malattia può prevedere il ricorso a chemioterapia, radioterapia, trapianto di midollo oppure le CAR-T.

Le CAR-T rappresentano un’opportunità di trattamento unica per i pazienti affetti da mieloma multiplo, patologia etichettata come “incurabile” per la tendenza a resistere ai trattamenti e tornare all’attacco con recidive via via più complicate da trattare. Per lungo tempo il trapianto di midollo osseo ha costituito il culmine della piramide terapeutica, ma grazie all’avvento delle terapie avanzate oncologi ed ematologi auspicano di poter avviare alle CAR-T un numero maggiore di pazienti che, fino ad ora, hanno avuto accesso a queste terapie innovative solo dopo il trapianto.

Inizialmente introdotta sul mercato europeo, nel 2022, per il trattamento degli adulti con mieloma multiplo recidivante e refrattario sottoposti ad almeno tre precedenti terapie (un agente immunomodulante, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD38) e nei quali si sia verificata una progressione della malattia, cilta-cel ha avuto nel 2024 un allargamento delle indicazioni d’uso, ovvero già dopo la prima ricaduta. La nuova autorizzazione europea si è basata sugli ottimi indici di efficacia toccati nel corso degli studi di valutazione condotti su un esteso gruppo di pazienti. Questa decisione si inserisce nel solco di altre precedenti, rivolte a far avanzare le CAR-T, rendendole disponibili il più precocemente possibile per i pazienti ad esse candidabili. Negli anni i trattamenti sono migliorati sotto il profilo dell’efficienza e della sicurezza e il principio guida per le decisioni delle agenzie regolatorie è quello della precocità d’intervento, che può fare davvero la differenza nel caso di malattie come il mieloma multiplo.

Ciltacabtagene autoleucel sarà dunque rimborsabile anche in Italia da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per quanti sono affetti da mieloma multiplo recidivato e refrattario che abbiano già ricevuto almeno una precedente terapia (inclusi un agente immunomodulante e un inibitore del proteasoma) e siano refrattari alla lenalidomide nel corso dell’ultima terapia. Insieme a idecabtagene vicleucel, cilta-cel sta rivoluzionando l’approccio alle forme più resistenti ed aggressive di mieloma, dando concrete speranze di remissione a chi in precedenza aveva smesso di credere che questa malattia potesse essere sconfitta.

Sono ormai sei, su sette autorizzate in Europa, le CAR-T rimborsate dal nostro Servizio Sanitario Nazionale. Potete consultare lo stato delle terapie avanzate autorizzate in Europa e in Italia scaricando le tabelle realizzate da Osservatorio Terapie Avanzate:


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