Dall'evento conclusivo del 2 aprile emerge un ecosistema maturo: CAR-T con risultati storici nel neuroblastoma, terapie geniche per malattie rare, piattaforme GMP operative e oltre 30 brevetti
Lo scorso 2 aprile, presso l'Auditorium Valerio Nobili dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, si è tenuto l'evento "Il futuro è adesso: dai traguardi raggiunti ai nuovi orizzonti con i farmaci a RNA e la terapia genica", che ha sancito la conclusione della fase PNRR del Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA (ne abbiamo parlato qui e qui) e l'avvio di una nuova stagione strategica per la ricerca biomedica italiana. Durante la giornata sono stati presentati i risultati ottenuti grazie agli ingenti investimenti pubblici nel settore. Il Centro entra ora in una fase di consolidamento con fondi fino al 2030.
3 ANNI E MEZZO, 44 ENTI, 320 MILIONI, 95 PROGETTI
Con un investimento complessivo di oltre 320 milioni di euro – il 41% dei quali destinato al Mezzogiorno – il Centro ha costruito una rete Hub & Spoke articolata in 10 poli tematici, con 44 enti membri e 58 partner. In tre anni e mezzo sono stati prodotti oltre 1.000 pubblicazioni scientifiche, più di 30 brevetti, 95 progetti di ricerca applicata finanziati tramite bandi a cascata e quasi 2.000 professionisti coinvolti, di cui oltre 700 nuovi ricercatori.
l Centro Nazionale rappresenta uno dei più rilevanti investimenti mai realizzati in Italia per il trasferimento tecnologico nel settore biomedicale. “Oggi l’Italia non è più solo un acquirente, ma anche un produttore di tecnologie mediche avanzate”, ha dichiarato il Prof. Rosario Rizzuto, Presidente del Centro Nazionale.
Come scritto nel comunicato stampa, uno dei risultati più rilevanti è la realizzazione di infrastrutture avanzate distribuite su scala nazionale. Tra queste spicca la nuova piattaforma per la sintesi di RNA a Napoli, presentata dalla Prof.ssa Angela Zampella (Università degli Studi di Napoli Federico II), che consente la produzione di molecole di grado clinico. A Roma, il Centro di Terapia Genica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, integrato con l’Officina Farmaceutica, permette l’internalizzazione dell’intera filiera produttiva. Completano il sistema il Clinical Trial Center di Modena per studi di Fase 1, il Centro di ricerca su organoidi 3D di Padova e il Data Center ReCaS di Bari.
CAR-T E NEUROBLASTOMA: RISULTATI CLINICI DI RILIEVO MONDIALE
Tra i traguardi più significativi ci sono stati i dati clinici presentati dallo Spoke 10, coordinato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sotto la guida del Prof. Franco Locatelli. Sul neuroblastoma pediatrico ad alto rischio, le CAR-T dirette contro GD2 hanno mostrato un tasso di risposta del 77% su 54 pazienti trattati: a cinque anni, il 67,6% è in vita e il 52,8% non mostra segni di malattia. Dati che contrastano nettamente con le terapie convenzionali, dove la sopravvivenza libera da malattia a 5 anni non supera il 15%. I risultati sono stati pubblicati su Nature Medicine ad agosto 2025, ne abbiamo parlato qui.
Le CAR-T sono state applicate con successo anche alle leucemie linfoblastiche acute e alle leucemie mieloidi acute (rappresentando il primo trial in Europa per quelle a immunofenotipo T), con 21 pazienti già trattati. In ambito non oncologico, l'uso sperimentale di CAR-T CD19 per il reset del sistema immunitario in bambini con lupus eritematoso sistemico, dermatomiosite e sclerosi sistemica progressiva ha portato 7 pazienti su 8 alla remissione completa, con completa indipendenza dalla terapia immunosoppressiva (ne abbiamo parlato qui).
Come sottolinea il Prof. Franco Locatelli: “Avere a disposizione a Roma un'infrastruttura così avanzata ed estesa, ci consente un salto tecnologico senza precedenti, permettendoci di internalizzare completamente l'intera filiera produttiva. Gli straordinari risultati clinici sulle cellule CAR-T ci confermano che siamo sulla strada giusta: vedere che oltre la metà dei pazienti trattati per neuroblastoma non mostra progressione della malattia a 5 anni di distanza è il successo più grande, per non parlare dei risultati ottenuti nelle leucemie acute e nelle malattie reumatologiche”.
TERAPIE GENICHE PER MALATTIE RARE
Lo Spoke 1 (UNIMORE) ha invece avanzato sperimentazioni di terapia genica con vettori AAV per una malattia lisosomiale, con profilo di sicurezza favorevole e stabilità d'espressione a lungo termine, ponendo le basi per superare la tradizionale terapia enzimatica sostitutiva. Parallelamente, per la cura della talassemia, la patologia genetica più diffusa in Italia, lo Spoke 10 ha sviluppato terapie geniche con studi clinici approvati, in sinergia tra Fondazione Telethon, Fondazione Tettamanti e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
RNA MODULATORI, ANTICORPI IN VIVO, VACCINI A mRNA
E molte altre ancora sono le tecnologie in sviluppo, che toccano diverse aree di ricerca. Tra queste, la tecnologia SINEUP (Spoke 3, IIT) – che prevede l’utilizzo di RNA non codificanti capaci di aumentare la traduzione proteica bersaglio – è in studio per disordini del neurosviluppo, epilessie ereditarie e Parkinson. La piattaforma è già oggetto di trasferimento tecnologico tramite lo spin-off SINERISE Therapeutics.
Lo Spoke 2 ha validato preclinicamente una piattaforma mRNA per la produzione in vivo di anticorpi bispecifici tramite nanoparticelle lipidiche, con potenziale riduzione di costi e tossicità sistemica rispetto alle formulazioni proteiche tradizionali.
Lo Spoke 5 (UNISI) ha sviluppato un "vaccino invertito" a mRNA capace di indurre tolleranza immunitaria in patologie autoreattive come la sclerosi multipla, in collaborazione con BioNTech per l'ottimizzazione industriale dei costrutti.
INFRASTRUTTURE GMP OPERATIVE
L'evento ha dato anche molto risalto alla maturazione infrastrutturale del sistema. La nuova RNA Platform di Napoli (Spoke 8, Federico II), appena completata e autorizzata, è operativa per la produzione GMP di mRNA destinato a trial di Fase I e II. A Roma, il nuovo Laboratorio di Terapia Genica del Bambino Gesù – 700 mq integrati con l'Officina Farmaceutica già approvata AIFA – permette l'internalizzazione completa della filiera produttiva per cellule somatiche geneticamente modificate. A Monza, il Laboratorio "Stefano Verri" (Fondazione Tettamanti) e la Torre della Ricerca completano la rete manifatturiera certificata.
Sul fronte dell'automazione, è stato presentato il CFBox (PBL S.p.a. e Bambino Gesù): isolatore robotizzato, capace di produrre fino a quattro terapie cellulari avanzate simultaneamente, eliminando la necessità di camere bianche tradizionali.
TRASFERIMENTO TECNOLOGICO, SPIN-OFF E TALENTI
Il Centro ha generato un ecosistema imprenditoriale rilevante: 8 startup finanziate tramite la GeneRNAtion Challenge (con Intesa Sanpaolo), tra cui PoliRNA (rigenerazione cardiaca), T-One Therapeutics (linfociti T esausti) e Alia Therapeutics (retinite pigmentosa). Tra gli spin-off di ricerca spiccano SINERISE Therapeutics (IIT), we.MitoBiotech (SLA), TAG Therapeutics (senescenza/fibrosi) e DNAswitch (malattia di Huntington).
Il Centro ha coinvolto quasi 2.000 professionisti, con un tasso di reclutamento femminile del 65,5%, contribuendo concretamente a contrastare la fuga dei cervelli. Tra le principali iniziative dedicate alla formazione e al supporto scientifico-tecnologico ci sono il Dottorato Nazionale in RNA Therapeutics and Gene Therapy, la PharmaTech Academy, un programma di placement e il supporto all’imprenditorialità.
PROSPETTIVE POST-PNRR
Il Centro non si ferma con la conclusione del finanziamento PNRR. I fondi del programma PNRIC (2021-27) finanzieranno nuovi progetti strategici da maggio 2026 per 30 mesi, su due direttrici: sviluppo tecnologico (RNA-NEXT, INNOVA-RNA, Advanced PharmaTech Academy) e medicina di precisione al Sud (progetto IMPACT). La Legge di Bilancio 2025 (DM 398/2025) assicurerà stabilità operativa fino alla fine del 2030. Il modello evolverà verso un Open Innovation Hub, aperto a nuovi partner istituzionali e industriali.





