Linfoma

È la prima CAR-T a ricevere l’OK europeo per il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B in seconda linea e del linfoma a cellule B di alto grado

Cresce il numero di indicazioni terapeutiche di axicabtagene ciloleucel (nome commerciale: Yescarta), la terapia a base di cellule CAR-T sviluppata da Kite, società del gruppo Gilead Sciences. L’ormai consolidato trattamento basato sull’ingegnerizzazione dei linfociti T ha ottenuto il via libera della Commissione Europea (CE) per i pazienti adulti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) e linfoma a cellule B di alto grado (HGBL) in ricaduta entro 12 mesi dal completamento delle terapie, o refrattari alla chemio-immunoterapia di prima linea. Fondamentali per questa decisione sono stati i risultati dello studio di Fase III ZUMA-7 il cui obiettivo è la valutazione della sicurezza e dell’efficacia di una singola infusione di axicabtagene ciloleucel rispetto allo standard corrente per la terapia di seconda linea.

“Questa approvazione segna un’importante svolta nella terapia del linfoma a grandi cellule B quando il trattamento iniziale ha fallito”, afferma John Gribben, professore di Oncologia Medica presso il Cancer Research UK Barts Centre di Londra. “Nello studio ZUMA-7, il trattamento con axicabtagene ciloleucel ha prodotto nei pazienti un esito complessivamente migliore rispetto allo standard di cura, soprattutto in termini di sopravvivenza libera da eventi, puntando sulla precocità nel percorso di malattia per un maggiore numero di pazienti. I dati di ZUMA-7 hanno anche ampliato la nostra comprensione di questa terapia a base di cellule CAR-T, consentendoci di gestire o prevenire meglio gli effetti collaterali. Un aspetto cruciale nel percorso di trattamento sia per i pazienti più anziani che per quelli con condizioni mediche per i quali lo standard di cura avrebbe potuto rivelarsi difficile”.

Infatti, lo studio ZUMA-7 ha messo in luce che, a un follow-up mediano di due anni, i pazienti trattati con axicabtagene ciloleucel avevano un miglioramento quattro volte maggiore nella sopravvivenza libera da eventi (Event-Free Surivial, EFS) rispetto allo standard (8,3 vs 2,0 mesi) che, in seconda linea, prevede una combinazione di farmaci chemioterapici e il trapianto di cellule staminali autologhe per quanti rispondono alla chemioterapia di salvataggio. Questo era, dunque, l’obiettivo primario del trial, mentre tra gli obiettivi secondari figuravano il tasso di risposta obiettiva (Objective Response Rate, ORR) e la sopravvivenza globale (Overall Surival, OS). Axicabtagene ciloleucel ha dimostrato un aumento di 2,5 volte nei pazienti vivi a due anni senza progressione della malattia o necessità di un ulteriore trattamento rispetto allo standard (41% vs 16%). I miglioramenti nella EFS ottenuti con axicabtagene ciloleucel sono emersi in tutti i sottogruppi di pazienti definiti, da quello dei pazienti anziani ai pazienti refrattari primari a quelli con linfoma a cellule B di grado e con linfoma a doppia espressione.

Infine, una considerazione di un certo peso va ai risultati in termini di sicurezza: axicabtagene ciloleucel ha dimostrato di possedere un profilo di sicurezza in linea con quello emerso negli studi precedenti. Tra i 170 pazienti trattati e valutabili per la sicurezza, la sindrome da rilascio di citochine (CRS) di grado ≥ 3 e gli eventi neurologici sono stati osservati rispettivamente nel 6% e nel 21% dei pazienti.

“Nel continuo impegno in fase di ricerca e nella fornitura di terapie cellulari con potenziale curativo per i pazienti, siamo molto orgogliosi dell’approvazione di questa quinta indicazione in Europa per le CAR-T sviluppate da Kite”, aggiunge Christi Shaw, CEO di Kite. “Essa segna un passo importante garantendo ai pazienti questa opzione terapeutica fin dall’inizio del loro percorso terapeutico”. Infatti, se fino a qualche tempo fa le terapie a base di cellule CAR-T erano disponibili in terza linea, grazie alla decisione della CE inizia un percorso per anticiparne l’utilizzo, soprattutto nei casi individuati precocemente come possibili fruitori. È un bel segnale della possibilità di migliorare il cammino terapeutico dei pazienti affetti da gravi forme di linfoma.

Per una panoramica delle terapie a base di cellule CAR-T già approvate e disponibili, sia in Europa che in Italia, è possibile scaricare la tabella presente nella sezione “Terapie Approvate”.

Con il contributo incondizionato di

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