La scoperta di una nuova cellula del tessuto osseo ribattezzata “osteomorfo” abbatte un dogma sul ciclo vitale dell’osso e apre nuove prospettive per il trattamento delle più comuni malattie dello scheletro. Grazie a una sofisticata tecnica di microscopia in vivo, un team di oltre quaranta ricercatori ha osservato per primo questo nuovo tipo di cellula nei topi. Gli osteomorfi derivano dal riciclo degli osteoclasti, le cellule responsabili del riassorbimento del tessuto osseo. Ma hanno una firma genetica unica e diversa dai loro precursori, che è stata associata ad aspetti strutturali e funzionali dello scheletro e a patologie come l’osteoporosi. Lo studio è stato pubblicato a febbraio su Cell.
Molte malattie comuni sono causate dal fatto che alcuni dei nostri organi hanno un numero definito di cellule alla nascita e poche o nessuna capacità di rigenerarsi durante l’età adulta. Tra questi, il cuore, il cui il patrimonio cellulare diminuisce nel corso degli anni. Proprio per questo motivo, il gruppo di ricerca del prof. Mauro Giacca, professore al King’s College di Londra e all’Università di Trieste, ha cercato dei fattori proteici che fossero protettivi per le cellule cardiache e che potessero essere somministrati per prevenirne la morte. La piattaforma Funsel, sviluppata dal suo laboratorio, permette di identificare questi fattori tramite un sistema di screening funzionale in vivo. Anche le malattie renali potrebbero beneficiare delle applicazioni di FunSel.
All’inizio l’idea di sequenziare per intero il DNA della nostra specie ha avuto i suoi detrattori, convinti che il mega-progetto da 3 miliardi di dollari avrebbe sottratto troppi fondi alle altre ricerche e che si trattasse di un lavoro poco creativo, più adatto a dei robot in camice bianco che a dei veri scienziati. Si sbagliavano: oggi appare impensabile fare a meno delle conoscenze genomiche e del ricco lascito che lo Human Genome Project (HGP) ha donato a campi che vanno dalla bioinformatica, alla biologia dei sistemi, all’editing genomico. Conoscere la successione dei tre miliardi di lettere del nostro genoma ha avuto un ruolo catalitico per le scienze della vita di cui abbiamo soltanto iniziato a vedere gli effetti.
Oggi è la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza: giunta alla VI edizione, è l’occasione per stimolare il raggiungimento della parità di genere in termini di opportunità educative e di carriere scientifiche. Non una mera celebrazione della scienza al femminile, bensì un’occasione per sottolineare la fondamentale importanza della scienza e dell’uguaglianza di genere all’interno dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. In questa cornice si inserisce anche “She is a scientist”, un progetto editoriale nato nel 2017 con l’obiettivo di valorizzare l’apporto delle donne alla scienza.
Website by Digitest.net