CAR-T in Europa nel 2019

Secondo l’ultimo report dell’European Society for Blood and Marrow Transplantation (EBMT) sui trapianti di cellule ematopoietiche (HCT) le terapie CAR-T sono cresciute del 650% rispetto al 2017

Il primo report dell’European Society for Blood and Marrow Transplantation (EBMT) sui trapianti di cellule ematopoietiche (HCT) eseguiti in Europa, e l’attività dei centri stessi, fu pubblicato nel 1990. Trent’anni dopo i numeri sono incoraggianti e mostrano l'impressionante espansione dell'uso della procedura HCT in tutta Europa. Senza contare il contributo che negli ultimi anni hanno dato anche le terapie CAR-T, la cui diffusone nel 2019 è stata notevole, con un aumento del 650% rispetto al 2017 come dimostra il report pubblicato su Bone Marrow Transplantation del gruppo Nature lo scorso febbraio.

UN PO’ DI NUMERI SULL’HCT

Il trapianto di cellule ematopoietiche è una procedura consolidata, usata per molte patologie acquisite o ereditarie del sistema ematopoietico, benigne o maligne, comprese quelle del sistema immunitario e i disturbi metabolici. Nel 1990 i centri attivi che avevano eseguito un trapianto di cellule ematopoietiche erano stati 143, i trapianti 4234. Nel 2019 i ricercatori hanno contato circa 700 centri e 48.512 HCT su 43.581 pazienti, di cui il 41% di trapianto allogenico (le cellule provengono da un donatore) e il 59% di trapianto autologo (le cellule sono del paziente stesso). Con un aumento del numero totale di trapianti del 2,2% rispetto al 2018 (+ 0,9% l’allogenico e + 3,1% l’autologo). La maggior parte di questi trapianti è stata eseguita per leucemie mieloidi (25%, oltre 10 mila HCT), linfomi (64%, 27.895 casi) e patologie non maligne (7%, 3.173 casi).

Il report inoltre mette in luce alcuni cambiamenti che si sono verificati nel settore, come l’aumento della diffusione del trapianto da donatore non familiare (aploidentico, cioè che condivide con il paziente almeno un aplotipo del sistema dell'antigene leucocitario umano HLA, responsabile del sistema immunitario umano, nonostante non ci sia grado di parentela), la diminuzione del numero di trapianti di sangue del cordone, uso del condizionamento ad intensità ridotta (cioè che utilizza schemi di chemioterapia, necessari per il trapianto, meno invasivi e con ridotta tossicità) nei pazienti anziani e, infine, l'aumento delle terapie CAR-T.

L’INCLUSIONE E IL BOOM DELLE TERAPIE CAR-T

Negli ultimi anni, l'indagine dell’EMBT ha incluso anche informazioni sulle terapie con cellule ematopoietiche per usi diversi dalla sostituzione del sistema ematopoietico, comprendendo quindi, anche le terapie CAR-T. La popolazione di cellule ematopoietiche include infatti anche le cellule immunitarie come definite negli standard FACT-JACIE per la terapia cellulare ematopoietica e cioè: “cellule che si sono differenziate in una forma in grado di modulare o effettuare una specifica risposta immunitaria”. Definizione in cui rientrano quindi anche i linfociti T – che quando manipolati geneticamente ad hoc per esprimere sulla propria superficie il recettore CAR danno luogo alle famose cellule CAR-T - e che costituisce la base per i requisiti di accreditamento nelle recenti raccomandazioni EBMT-JACIE.

Proprio le terapie CAR-T nel 2019 hanno registrato l'aumento più notevole in Europa, passando da 151 somministrazioni nel 2017 a 1.134 nel 2019 (aumento del 650%). Su 19 Paesi sono 115 i centri clinici in cui, nel 2019, sono state somministrate le terapie CAR-T. L'indicazione principale è stato il linfoma (n = 826; 100% autologo), seguito dalla leucemia linfoblastica acuta (n = 252, 92% autologo) e altri tumori maligni (n = 56; 98% autologo). Si è discusso molto anche sulla possibilità che le terapie CAR-T possano sostituire l’HCT, ma è ancora presto per prevedere se c'è stato un impatto dell'uso di queste innovative terapie sul numero di trapianti. D’altra parte, come riporta il documento, se gli oltre 800 trattamenti CAR-T per il linfoma avessero sostituito il ricorso al HCT, vi sarebbe stata una diminuzione più marcata di questa procedura.

UN TREND ANCORA IN CRESCITA

“Poiché i primi due prodotti di CAR-T autorizzati hanno ricevuto il via libero dall'EMA nell'agosto 2018, è possibile che l'attività riportata nel 2019 rispecchi solo parzialmente i pazienti coinvolti negli studi clinici, sia sponsorizzati dall'industria sia dall’accademia”, commentano gli autori del lavoro. “Ci si aspetta quindi che ci sia stato un ulteriore aumento nel 2020. Questa rapida crescita dell’attività clinica è rassicurante, in considerazione del fatto che l'Europa era inizialmente rimasta indietro in questo settore rispetto agli Stati Uniti e alla Cina”.

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