Due progetti focalizzati sullo sviluppo di ATMP nei primi tre posti. L’ennesimo segnale di vivacità della ricerca in questo settore che necessita però di finanziamenti consistenti
Lo scorso anno fu promosso il Bando AIFA per la Ricerca Indipendente sulle Malattie Rare, un’iniziativa a carattere nazionale destinata a supportare il finanziamento della ricerca clinica indipendente nel settore delle malattie rare. Pochi giorni fa sono state pubblicate le graduatorie con i 19 progetti ammessi che si spartiranno l’importo di oltre 17,5 milioni di euro, provenienti dal contributo previsto dalla Legge 175/2021 sulle spese promozionali delle aziende farmaceutiche. Sul podio dei vincitori sono saliti ben due progetti dedicati alle terapie avanzate, segno evidente di come queste innovazioni siano ormai il cuore della ricerca sulle malattie rare (e non solo).
In testa alla graduatoria pubblicata dall’Agenzia Italiana per il Farmaco c’è un progetto di ricerca proposto dall’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, riguardante l’utilizzo delle terapie con radioligandi nel trattamento del carcinoma midollare della tiroide, una delle forme più rare ma al contempo più aggressive che ha origine dalle cellule parafollicolari della ghiandola. Subito alle spalle di questo, un progetto della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza sull’utilizzo delle CAR-CIK basate sull’espressione del recettore CAR in una popolazione cellulare specifica - appunto i linfociti CIK.
In questi anni le CAR-CIK sono state ampiamente studiate, proprio attraverso la collaborazione tra i laboratori della Fondazione Tettamanti di Monza e quelli di Bergamo. La tecnologia al centro di questo progetto è data dalle CAR-CIK CD19, cellule ottenute dai pazienti e modificate per esprimere il recettore CAR diretto contro l’antigene CD19 (presente sui linfociti B) allo scopo di contrastare, nel caso specifico, l’epatite autoimmune. Si tratta di una proiezione della ricerca nella direzione delle patologie autoimmuni contro cui sono in valutazione diverse versioni delle CAR-T proprio perché l’eliminazione dei linfociti B prendendo di mira l’antigene CD-19 potrebbe riportare il sistema immunitario in una condizione di originario equilibrio, cancellando i segni della malattia, come si è già visto per altre condizioni, fra cui il LES, le vasculiti e la sclerodermia.
Al terzo posto si è piazzato un progetto dell’Azienda Ospedaliera di Padova, vertente sull’utilizzo della terapia genica nei pazienti affetti da una rara patologia, la mucopolisaccaridosi di tipo II (o sindrome di Hunter). Appena fuori dal podio, al quarto posto, troviamo un altro progetto focalizzato sulle terapie avanzate, l’unico di questa tornata di finanziamenti che verte sulla ricerca nell’ambito dell’ingegneria tessutale. Nello specifico mira alla rigenerazione dell'ernia diaframmatica congenita nei pazienti pediatrici mediante l'impiego di cellule stromali mesenchimali e tessuto diaframmatico decellularizzato e nasce dalla collaborazione tra la Chirurgia Pediatrica dell'ULSS 8 Berica di Vicenza, la Cell Factory dell'ULSS 8 Berica di Vicenza, la Banca dei Tessuti di Treviso e l'Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza.
“Promuovere e sostenere la ricerca indipendente è parte integrante della mission dell’AIFA, prima agenzia regolatoria europea ad averla inserita tra i propri obiettivi istituzionali”, dichiara il Presidente di AIFA, Robert Nisticò. “Le malattie rare costituiscono uno degli ambiti nei quali il sostegno pubblico alla ricerca può fare maggiormente la differenza. Con questo finanziamento supportiamo progetti di elevata qualità scientifica che hanno il potenziale di ampliare le conoscenze disponibili e favorire lo sviluppo di nuove opportunità terapeutiche per pazienti che spesso dispongono di opzioni di cura limitate o assenti”. Infatti, l’obiettivo del bando risiede nella promozione di studi clinici farmacologici non profit attraverso cui raccogliere nuove evidenze scientifiche e migliorare le opportunità terapeutiche per pazienti affetti da patologie rare, un ambito caratterizzato da elevati bisogni clinici ancora insoddisfatti.
Nella classifica dei 19 progetti ammessi al finanziamento, al decimo posto compare un ulteriore protocollo basato sulle terapie avanzate: l’utilizzo di una CAR-T anti-BCMA in pazienti affetti da amiloidosi AL (da catene leggere), guidato dall’Ospedale Policlinico S. Matteo di Pavia. Al quattordicesimo posto ritroviamo le CIK, dirette verso il bersaglio terapeutico mediante la somministrazione concomitante di un anticorpo anti-CD20, per il trattamento della sclerodermia, ancora una volta una malattia autoimmune. Il progetto è guidato dall’AOU Ospedali Riuniti di Ancona in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche di Ancona e l'Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova. Le CIK sono prodotte dalla la Cell Factory dell'ULSS 8 Berica di Vicenza. Infine, al quindicesimo posto il progetto per lo sviluppo di una CAR-T contro l’antigene TRBC1 per la leucemia linfoblastica acuta e il linfoma periferico a cellule T. Denominato CARtoALL sarà condotto dall'Università di Pisa insieme all’IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” e l’Università di Bologna.
La ricerca scientifica in ambiti come quelli appena citati presenta non poche difficoltà sia metodologiche che organizzative. La scarsa numerosità dei pazienti spesso rende complesso il reclutamento per i trial clinici e richiede collaborazioni multicentriche nazionali e internazionali. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati introdotti numerosi incentivi regolatori e finanziari per favorire lo sviluppo dei farmaci orfani, inclusi percorsi agevolati presso l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), riduzioni tariffarie, esclusività di mercato e specifici programmi di finanziamento. Perciò, il bando di AIFA è nato per finanziare studi su malattie e tumori rari, accogliendo proposte mediante cui raggiungere evidenze utili all’identificazione di nuovi trattamenti o di nuove strategie terapeutiche, con ricadute concrete per i pazienti e per il Servizio Sanitario Nazionale.
“La ricerca indipendente rappresenta uno strumento irrinunciabile per generare evidenze scientifiche in settori che spesso non trovano adeguato spazio nei tradizionali percorsi di sviluppo industriale”, afferma il Direttore tecnico-scientifico dell’AIFA, Pierluigi Russo. “I progetti ammessi affrontano bisogni clinici rilevanti e valorizzano approcci innovavi, inclusi il repurposing di farmaci già disponibili e lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche. Si tratta di un investimento che rafforza il contributo della ricerca pubblica all’innovazione e alla tutela della salute”.
Tutte le proposte sono state sottoposte ad attenta valutazione da parte di una Commissione di esperti nominata dall’AIFA, che ha operato secondo criteri di novità e originalità, di qualità scientifica e metodologia, guardando alle infrastrutture e alla fattibilità, senza trascurare l’impatto e la trasferibilità al Servizio Sanitario Nazionale. “La gestione delle risorse destinate alla ricerca indipendente è una responsabilità importante per l’Agenzia”, conclude Giovanni Pavesi, Direttore amministravo dell’AIFA. “L’obiettivo è assicurare che i finanziamenti siano assegnati secondo criteri rigorosi di trasparenza e qualità, contribuendo a creare le condizioni affinché le migliori progettualità possano tradursi in risulta utili per i pazienti e per l’intero sistema sanitario”.





