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14 organizzazioni europee - in rappresentanza di pazienti, clinici e sviluppatori - segnalano criticità nel primo report di valutazione clinica congiunta pubblicato nell'ambito del nuovo Regolamento HTA 

Una coalizione di quattordici organizzazioni europee - associazioni di pazienti, società scientifiche, enti e sviluppatori di terapie avanzate - ha pubblicato una risposta congiunta al primo report di Joint Clinical Assessment (JCA) prodotto nell'ambito del Regolamento europeo sull'Health Technology Assessment (HTA), in vigore dal gennaio 2025. Il documento non contesta l'impianto della procedura, ma segnala tre criticità emerse dal report, relativo al farmaco tovorafenib per il glioma pediatrico a basso grado, che la coalizione ritiene rilevanti in particolare per le terapie avanzate e per le malattie rare e pediatriche, e chiede che vengano affrontate da subito, senza attendere la revisione del regolamento prevista per il 2028. 

COS'È LA JOINT CLINICAL ASSESSMENT E PERCHÉ RIGUARDA LE TERAPIE AVANZATE 

La Joint Clinical Assessment è la procedura, introdotta dal Regolamento (UE) 2021/2282, con cui un gruppo di esperti degli Stati membri valuta a livello centralizzato le evidenze cliniche di un nuovo farmaco, producendo un report che le agenzie nazionali di HTA (in Italia è l’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA) sono tenute a considerare nei propri processi decisionali su rimborso e accesso, pur mantenendo la competenza su prezzi e modalità di erogazione. Come Osservatorio Terapie Avanzate ha già raccontato, l'obiettivo dichiarato del nuovo regolamento è ridurre la duplicazione delle valutazioni tra Paesi e accelerare l'accesso alle terapie innovative, con un'attenzione esplicita, nel testo normativo, alla necessità di adattare il processo alle specificità dei farmaci orfani e dei medicinali di terapia avanzata (ATMP). 

È proprio su questo punto che si concentra la lettera della coalizione: i firmatari sottolineano come il primo report JCA, pur non riguardando una terapia avanzata, offra un primo banco di prova sulla capacità del nuovo sistema europeo di valutare in modo equo le terapie sviluppate per popolazioni di pazienti piccole, eterogenee e difficili da studiare con i disegni sperimentali tradizionali. Una descrizione che si applica a gran parte delle terapie geniche e cellulari attualmente in sviluppo. 

LE TRE CRITICITÀ SOLLEVATE 

La prima riguarda le aspettative di evidenza clinica. Il report ha definito otto quesiti PICO (population, intervention, comparator, outcome) distribuiti su tre popolazioni di pazienti, ma ha giudicato l'evidenza comparativa sufficientemente solida da poter essere interpretata in una sola di esse. Buona parte della documentazione presentata dall'azienda produttrice sul farmaco oggetto dell’analisi, inclusa quella alla base dell'autorizzazione condizionata concessa dall'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), non è stata quindi utilizzata in modo sostanziale nelle conclusioni della valutazione. Per la coalizione, limiti come popolazioni ridotte, studi a braccio singolo, dataset eterogenei e comparatori limitati non sono segnali di scarsa qualità della ricerca, ma caratteristiche strutturali della ricerca su malattie rare e pediatriche, e l'attuale approccio metodologico rischierebbe di penalizzare sistematicamente questo tipo di evidenza. 

La seconda criticità riguarda il ruolo del contesto clinico e dell'esperienza dei pazienti nell'interpretazione dei dati. Il report riconosce la gravità della malattia, il bisogno clinico insoddisfatto e la specificità del contesto pediatrico e delle malattie rare, ma solo in modo limitato, senza che questi elementi incidano in maniera sostanziale sulla valutazione finale. La coalizione chiede un coinvolgimento più precoce, più ampio e più tracciabile di pazienti ed esperti clinici nei report futuri. 

La terza criticità riguarda l'utilità pratica del report per le agenzie nazionali. L’attuazione della JCA deve sostenere l’obiettivo del regolamento di ridurre le duplicazioni e favorire un accesso più rapido e ampio alle terapie innovative. Il potenziale del processo JCA dipenderà in gran parte dalla misura in cui le sue relazioni potranno essere utilizzate a livello nazionale. 

LE RICHIESTE DELLA COALIZIONE 

Il documento non chiede una revisione del regolamento, ma l'attivazione di strumenti già previsti dal quadro normativo vigente. La coalizione chiede ai leader politici e ai responsabili delle decisioni in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA) presso la Commissione europea e gli Stati membri di garantire che: 

  1. Le terapie sviluppate per i pazienti con il maggiore bisogno insoddisfatto non siano involontariamente svantaggiate dalle realtà delle prove che è realisticamente possibile generare per esse;
  2. La JCA rafforzi, anziché minare, le ambizioni dell’Europa per la sostenibilità a lungo termine del suo settore ATMP, fornendo un quadro di valutazione che dia agli sviluppatori, ai medici e ai pazienti la certezza che questi medicinali raggiungeranno chi ne ha bisogno. 

La coalizione sottolinea come i primi report JCA stiano già definendo, nei fatti, il livello di fiducia che pazienti, clinici e sviluppatori ripongono nella capacità del nuovo sistema europeo di valutare in modo equo tutte le aree terapeutiche. Se la procedura finisse per premiare le tecnologie per cui la valutazione risulta più agevole, il rischio, scrivono i firmatari, è che l'innovazione si concentri proprio lì, a scapito delle aree di maggiore bisogno clinico insoddisfatto, indebolendo la posizione dell'Europa nel campo delle terapie avanzate proprio mentre il continente ne ha fatto una priorità dichiarata della propria politica industriale e sanitaria. 

I 14 firmatari sono: Alliance for Regenerative Medicine (ARM), Cancer Patients Europe (CPE), European Hematology Association (EHA), Fondazione Telethon, Active Citizenship Network (ACN), Association conSLAncio Onlus, Cell and Gene Therapy (CGT) Catapult UK, European Alliance of Neuromuscular Disorders Associations (EAMDA), European Association of Urology (EAU), European Brain Council (EBC), European Federation of Neurological Associations (EFNA), International Patient Organisation for Primary Immunodeficiencies (IPOPI), Thalassemia International Federation (TIF), World Duchenne Organisation (WDO).  

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