holostem, terapie avanzate

Dalla ripartenza di Holoclar ai nuovi progetti europei sulla terapia genica: ce ne parla Alessandro Padova, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Holostem

Ripartire dopo due anni di liquidazione non è solo una sfida industriale, nel campo delle terapie avanzate è una prova di resistenza collettiva. È la recente storia di Holostem, realtà nata all’interno del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e pioniera nello sviluppo e produzione di terapie a base di cellule staminali epiteliali. Dopo un lungo periodo di incertezza e la cessione del ramo d’azienda alla Fondazione ENEA Tech e Biomedical (ne abbiamo parlato qui), il 2025 ha segnato la svolta: l’azienda è tornata operativa, con un nuovo assetto e una visione proiettata al futuro. Osservatorio Terapie Avanzate ha intervistato Alessandro Padova, Amministratore Delegato e Direttore Generale della biotech modenese.

“Quando sono arrivato ho trovato un’azienda stremata da due anni di liquidazione", racconta Padova. “Erano rimaste 42 persone, ma fortunatamente era rimasto il ‘core team’, con tutte le competenze chiave per la produzione: controllo qualità, medical service, clinica e regolatorio. Abbiamo dovuto ricostruire da zero tutto il resto – amministrazione, finanza, controllo, commerciale e risorse umane – e oggi siamo tornati a 55 persone”. Un team piccolo ma completo, in grado di coprire l’intero ciclo produttivo di un farmaco complesso come Holoclar: la prima terapia a base di cellule staminali approvata in Europa (nel 2015 con un’autorizzazione all'immissione in commercio condizionata), un prodotto di ingegneria tessutale indicata per il “deficit di cellule staminali limbari da moderato a grave, causato da ustioni oculari da agenti fisici o chimici”. Un fiore all’occhiello della ricerca italiana, che ha permesso di curare oltre 400 pazienti con lesioni oculari in Italia e in Europa.

LA RINASCITA DI UNA REALTÀ UNICA

Il primo anno della “nuova” Holostem è stato dedicato alla ricostruzione degli standard GMP (Good Manufacturing Practice) e al recupero delle autorizzazioni regolatorie. “I primi mesi sono stati di trasferimento delle autorizzazioni da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco”, spiega l’amministratore delegato. “A febbraio 2024 è arrivata anche la Full Marketing Authorization dall’European Medicines Agency (EMA) per Holoclar, grazie al completamento dello studio HoloCore, che ha coinvolto circa 100 pazienti e ha confermato efficacia e tollerabilità del trattamento. È stato un passaggio fondamentale, che ci ha permesso di tornare a fornire il prodotto ai centri clinici europei".

Ripartire con la produzione di un farmaco autologo, personalizzato per ciascun paziente, non è semplice. Ogni ciclo richiede mesi di lavoro, controlli di qualità continui e un’infrastruttura classificata GMP attiva anche nei periodi di inattività produttiva. “Mantenere la GMP viva è un impegno quotidiano per tutto il team - aggiunge Alessandro Padova - Dalla pulizia ai controlli, dalla qualificazione dei reagenti alla formazione continua. È un lavoro che prosegue anche quando non produciamo, ma è la garanzia della qualità e della sicurezza del prodotto”. L’officina farmaceutica GMP di Holostem è autorizzata alla produzione di prodotti di terapia avanzata, sia per la sperimentazione clinica che per la loro commercializzazione.

Il 7 gennaio 2025 è arrivato il momento simbolico della vera ripartenza: la prima biopsia di un nuovo paziente. “Si trattava di un giovane che aveva perso la vista da un occhio dopo un’aggressione con acido. Il primo aprile abbiamo effettuato l’impianto di Holoclar: oggi il paziente ha recuperato parte della vista, non ha più dolore e soffre meno di fotofobia. È la prova che la terapia funziona e che il nostro impegno ha un impatto reale sulla vita delle persone”.

UN RICONOSCIMENTO EUROPEO: L’INGRESSO NELL’IPCEI

Parallelamente alla ripartenza produttiva, Holostem ha ottenuto un riconoscimento strategico a livello europeo. Nel maggio 2024 la Commissione Europea ha selezionato il progetto “Integrated Platform for Cellular and Gene Therapy” nell’ambito dell’iniziativa IPCEI Salute 1 (Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo), gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

“È un progetto che abbiamo negoziato per mesi”, racconta Padova. “Siamo stati selezionati tra i pochi progetti europei approvati, un risultato che permette all’Italia di investire in ricerca e sviluppo nel campo delle terapie innovative andando in deroga alle regole sugli aiuti di Stato. L’obiettivo del progetto è ambizioso: sviluppare sei nuovi prodotti di terapia avanzata per malattie rare, con un focus particolare sull’epidermolisi bollosa, rara patologia genetica nota anche come malattia dei bambini farfalla”. Grazie al programma si potrà dare nuovo impulso alla ricerca, in parallelo lavorare con le équipe mediche e chirurgiche, e riprendere lo sviluppo dei lembi di pelle corretti geneticamente. In Holostem stanno anche lavorando su vettori di nuova generazione, più efficienti: diversi approcci di miglioramento del processo con l’unico fine di rendere gli impianti cutanei più sicuri ed efficaci.

LA RETE CLINICA E LE NUOVE COLLABORAZIONI

Il rilancio di Holostem passa anche dal rafforzamento della rete clinica europea e italiana per la gestione e la somministrazione di Holoclar. “Siamo ripartiti in Belgio, Olanda e Germania, abbiamo completato la formazione dei chirurghi in Repubblica Ceca ed è stato riattivato il canale per la distribuzione nei centri nel Regno Unito”, racconta Padova.

In Italia, l’azienda ha avviato nuovi ‘supply agreement’ con centri di riferimento, come il San Giovanni Addolorata di Roma e il San Raffaele di Milano, e ha appena siglato un importante accordo con la Banca degli Occhi del Veneto. “È una collaborazione di grande valore, che prevede progetti di ricerca congiunta per espandere l’utilizzo di cellule staminali dell’occhio ad altre patologie, attività legate alla promozione del prodotto Holoclar a livello nazionale ed internazionale per attivare nuovi centri di riferimento in Italia e permettere ai pazienti di conoscere e quindi accedere al trattamento per le ustioni oculari”, sottolinea Padova. “La Banca degli Occhi è un punto di riferimento nazionale, non solo per Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma anche per le regioni del Sud che non dispongono di una banca oculare regionale (come Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia). Insieme potremo portare Holoclar più vicino ai pazienti e sviluppare nuove applicazioni delle cellule staminali oculari, anche per altre patologie”.

Un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato che, nelle parole dell’AD Holostem, “rappresenta a pieno il concetto di Made in Italy applicato alla biomedicina: eccellenza scientifica, manifattura di qualità e spirito di servizio al paziente”.

UNA NUOVA VISIONE: AUTOMAZIONE, QUALITÀ E CRESCITA

La ripartenza non è solo una questione di numeri, ma di visione. “Mi piace il concetto di Make in Italy”, afferma Padova. “Guardare a ciò che stiamo costruendo oggi e, tra qualche anno, poter dire: ecco, Holostem è il Made in Italy delle terapie avanzate”.

Per garantire sostenibilità e crescita, l’azienda punta ora a integrare automazione e digitalizzazione nei processi produttivi e di controllo qualità. Un tema di grandissima attualità, di cui abbiamo parlato di recente qui. Il futuro sarà nell’automazione: è l’unico modo per incrementare la capacità produttiva, ridurre i costi e raggiungere più pazienti.

Sul fronte industriale, resta aperta la ricerca di nuovi partner. Non sarebbe stato possibile rilanciare la Holostem senza l’intervento della Fondazione Enea Tech e Biomedical e del Ministero MIMIT. “Siamo in una fase di transizione. Abbiamo avuto una dotazione finanziaria – grazie a Chiesi Farmaceutici - che ci ha consentito di lavorare con serenità, ma è fondamentale trovare un socio industriale o finanziario che condivida la nostra visione. Holostem rappresenta un patrimonio di competenze unico in Europa: dalla ricerca alla produzione GMP, fino alla collaborazione clinica. È un’eccellenza che merita di crescere, specialmente ora”, commenta Padova.

L’UNIONE FA LA FORZA

La storia di Holostem è quella di un’azienda che ha saputo rinascere grazie alla competenza e alla coesione del suo team. “Non ho mai visto un gruppo lavorare con una tale sinergia”, sottolinea Alessandro Padova. “Sono persone straordinarie, con un approccio solido e calmo, che hanno tenuto insieme la barca anche nei momenti più difficili”.

Oggi, con una nuova governance, un piano di sviluppo pluriennale e il supporto della Fondazione Enea Tech e Biomedical e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Holostem guarda avanti con fiducia. La sua sfida è duplice: consolidare la produzione di Holoclar, ampliandone la disponibilità ai pazienti europei, e portare nuove terapie all’avanguardia dal laboratorio al letto del paziente.

“Il futuro delle terapie avanzate passa da Modena - conclude Padova - Abbiamo il know-how, le persone e la visione. Ora serve solo continuare a crederci e costruire, giorno dopo giorno, il nostro Made in Italy della medicina rigenerativa”.

Con il contributo incondizionato di

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