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La FDA ha approvato Itvisma per il trattamento dell’atrofia muscolare spinale in pazienti adulti e pediatrici dai 2 anni di età in su, con una mutazione confermata nel gene SMN1 

Il 24 novembre la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato Itvisma (onasemnogene abeparvovec-brve) per il trattamento dell'atrofia muscolare spinale (SMA) in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 2 anni con mutazione confermata nel gene della proteina di sopravvivenza dei motoneuroni 1 (SMN1). Itvisma – di cui abbiamo parlato qui - è una terapia genica basata su un vettore virale adeno-associato (AAV) e contiene lo stesso principio attivo di Zolgensma ma con una diversa formulazione: è più concentrata ed è somministrata tramite un’unica iniezione intratecale tramite una puntura lombare, a differenza di Zolgensma che prevede una classica infusione endovenosa. 

Inaspettata: questo l’aggettivo più calzante per la recente approvazione statunitense della nuova formulazione di onasemnogene abeparvovec. L’ente regolatorio ha, infatti, anticipato le tempistiche previste per la decisione, attesa per fine anno o addirittura per il 2026. Inoltre, non era prevedibile l’autorizzazione senza limiti di età e forme di atrofia muscolare spinale: gli unici limiti sono i 2 anni, al di sotto dei quali è più indicata la somministrazione per via endovenosa, e avere mutazioni confermate nel gene SMN1. FDA ha anche conferito a Itvisma i seguenti riconoscimenti: Fast Track, Breakthrough Therapy e Priority Review, oltre allo status di farmaco orfano. Mentre Zolgensma è approvata dal 2020 in Europa e rimborsata dal 2021 dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), il farmaco in questa nuova formulazione non è ancora approvato nel Vecchio Continente. 

Ma perché studiare una nuova formulazione? Zolgensma, una delle terapie geniche di cui si è parlato di più negli ultimi anni, ha dei limiti: la distribuzione del farmaco somministrato tramite infusione endovenosa può non essere efficace nei pazienti adulti o per le diverse forme di SMA e la terapia non è indicata oltre una certa soglia di peso. Itvisma è una versione più concentrata, somministrata tramite un’unica iniezione intratecale direttamente nel sistema nervoso centrale, indipendentemente dal peso corporeo. Questa modalità permette di ridurre il volume di farmaco necessario e di offrire un’opzione terapeutica a persone con SMA di età superiore ai 2 anni, incluse le persone adulte, e con qualsiasi forma di malattia.  

Bisogna però restare con i piedi per terra: anche se gli studi clinici STEER, STRENGTH e STRONG hanno dato risultati positivi - e i trial di Fase III sono ancora in corso – i follow-up hanno ancora una durata limitata a pochi anni e bisognerà aspettare altri dati per confermare l’efficacia a lungo termine. 

Il prof. Eugenio Mercuri, direttore dell’UO di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Agostino Gemelli - Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ed esperto a livello internazionale nel campo della terapia genica per la SMA, ha commentato: “L’approvazione di questa formulazione rappresenta un’evoluzione significativa nel trattamento della SMA. In attesa che il dossier venga discusso anche da EMA, questo periodo permetterà di raccogliere ulteriori informazioni sui profili di sicurezza ed efficacia, dopo i risultati incoraggianti degli studi clinici.” 

“Accogliamo con grande gioia la notizia dell’approvazione di questa nuova terapia genica negli Stati Uniti, un passo importante che amplia le possibilità di trattamento per le persone con SMA”, commenta Anita Pallara, Presidente di FamiglieSMA. “Ogni avanzamento scientifico è una speranza in più per le famiglie, e come associazione non possiamo che celebrare un risultato che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Allo stesso tempo manteniamo la necessaria cautela e l’attenzione che da sempre ci guidano: aspettiamo con fiducia il percorso regolatorio europeo e l’esame dell’EMA, consapevoli che solo dopo avremo un quadro completo su sicurezza, efficacia e accesso. FamiglieSMA continuerà a sostenere, informare e restare al fianco della nostra comunità in ogni fase, come sempre, con la stessa determinazione che ci unisce.” 

È di pochi giorni fa anche un’altra importante notizia sulle terapie per la SMA: il Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha dato parere positivo al regime terapeutico ad alto dosaggio di nusinersen (Spinraza) per il trattamento della SMA 5q, che rappresenta la forma più comune della malattia. Come riportato sul comunicato stampa, la decisione della Commissione Europea è attesa per gennaio 2026.  

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