Un primo ok dal CHMP di EMA per il farmaco sviluppato da bluebird bio

Una visione terapeutica futuristica che potrebbe diventare presto una realtà di cura. Questo è quello che rappresenta, per i pazienti adolescenti e adulti con beta-talassemia trasfusione dipendente, l’opinione favorevole del Comitato per i Medicinali per uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinale (EMA) riguardo all’approvazione della terapia genica Zynteglo, il nuovo nome di LentiGlobin, sviluppata dall’azienda bluebird bio. Un primo semaforo verde che dovrà essere confermato, entro il 2019, dalla Comunità Europea per rendere questa terapia ufficialmente approvata in Europa.

La beta-talassemia è una malattia genetica caratterizzata da una ridotta o assente produzione di β-globina, componente chiave dell'emoglobina adulta che è responsabile del trasporto dell'ossigeno, attraverso il flusso sanguigno, dai polmoni a tutte le parti del nostro corpo. La mancanza di β-globina porta all'anemia cronica e ad altre gravi complicanze. La forma più grave della patologia, la beta-talassemia trasfusione dipendente (TDT), richiede un regime di trasfusioni di sangue per tutta la vita. Trasfusioni che a loro volta causano, nel paziente, un sovraccarico di ferro che deve essere contrastato con una terapia chelante. “Per molti pazienti, convivere con la TDT significa sottoporsi per tutta la vita a trasfusioni croniche di sangue, alla terapia ferro-chelante e a trattamenti di supporto per gestire l’anemia e le altre gravi complicanze associate a questa malattia”, ha commentato il Prof. Franco Locatelli, Docente di Pediatria all’Università La Sapienza di Roma, Primario di Onco-ematologia Pediatrica e Terapia Cellulare e Genica presso l’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “L’impatto di questa malattia sui pazienti e le loro famiglie è notevole. Un peso che va oltre le immediate implicazioni di salute con ripercussioni sulla vita di tutti i giorni legate ai disturbi associati alla malattia, ai ricoveri e alle necessità di sottoporsi a continue cure per la gestione della TDT.”

Ad oggi, l’unica alternativa disponibile in grado di correggere la deficienza genetica della TDT, portando all'indipendenza da trasfusioni e alla sopravvivenza, è il trapianto di midollo osseo con cellule di un donatore sano (trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche o allo-HSCT). Terapia che comporta comunque una serie di importanti rischi tra cui il fallimento del trapianto, la malattia da rigetto e l’insorgenza di infezioni. Negli anni si è profilata però l’idea che un’altra opzione potrebbe essere quella di eliminare, o almeno ridurre, il bisogno di trasfusioni di sangue in maniera tale da limitare le complicanze a lungo termine associate al trattamento per la TDT, e dare così un’opportunità a tutti i pazienti. Ed è così che l’azienda Bluebird bio, grazie alle sue competenze nel campo dell’ingegneria genetica e delle terapie geniche a base di vettori lentivirali, ha deciso di impegnarsi nello sviluppo una terapia genica per la beta-talassemia trasfusione dipendente, sviluppo ormai vicino alla meta.

Zynteglo è una terapia genica ideata per pazienti di età pari o superiore a 12 anni con TDT, con genotipo non beta0/beta0, per i quali il trapianto di cellule staminali ematopoietiche è appropriato ma non è disponibile un donatore compatibile. Entrando più nel dettaglio, Zynteglo si basa sulla manipolazione delle cellule staminali ematopoietiche del paziente stesso. Queste vengono prelevate, modificate geneticamente in laboratorio mediante l’utilizzo di un lentivirus che veicola una o più copie del gene della beta-globina AT87Q, e reinfuse per via endovenosa nel paziente. Prima della procedura di infusione, il paziente viene sottoposto a chemioterapia per preparare il midollo osseo a ricevere le staminali modificate. Con questa terapia, che viene somministrata una-tantum, il paziente è potenzialmente in grado di produrre HbAT87Q in quantità tali da ridurre notevolmente o eliminare la necessità di trasfusioni.

A gennaio 2013, Zynteglo ha ottenuto dall’Agenzia Europea per i Medicinali la designazione di farmaco orfano e ha, successivamente, beneficiato dello schema PRIME (PRIority MEdicine) per accedere ad una valutazione accelerata per l’approvazione come terapia per la TDT. Riducendo così i tempi di revisione dai canonici 210 giorni a 150 giorni, tempo prezioso per chi vive con una grave malattia.

Una valutazione che ha portato, lo scorso 29 marzo, all’opinione favorevole da parte del Comitato per i Medicinali per uso Umano (CHMP) dell’EMA per l’autorizzazione condizionale all’immissione in commercio per Zynteglo. Trattandosi di un Prodotto Medicinale di Terapia Avanzata (ATMP), Zynteglo è stato valutato dal Comitato dell’EMA per le Terapie Avanzate (CAT), valutazione che è stata poi espressa dall’opinione positiva del CHMP. L’approvazione condizionale è uno dei meccanismi normativi dell'UE per facilitare l'accesso anticipato ai farmaci che soddisfano esigenze mediche insoddisfatte. Questo tipo di approvazione consente all'EMA di raccomandare un medicinale per l'autorizzazione all'immissione in commercio con dati meno completi di quanto normalmente previsto, nei casi in cui il beneficio della disponibilità immediata di un medicinale per i pazienti superi il rischio inerente al fatto che non tutti i dati siano ancora disponibili. Il parere favorevole si è basato sui dati positivi ottenuti negli studi clinici di Fase I/II, condotti da bluebird bio, oltre che dai dati disponibili degli studi di Fase III ancora in corso, dai quali è emerso il profilo di sicurezza della terapia genica e la sua efficacia: non è stato osservato nessun evento avverso grave ed è stato dimostrato che la maggior parte dei pazienti che non hanno un genotipo beta0/beta0 trattata con Zynteglo non ha più avuto bisogno di trasfusioni di sangue regolari.

“È motivo di grande soddisfazione che il Comitato per i Medicinali ad uso umano abbia riconosciuto il potenziale della terapia genica nel trattamento della beta talassemia trasfusione-dipendente”, ha affermato Alberto Avaltroni, General Manager di bluebird bio Italia. “Questo importante traguardo ci avvicina sempre più al nostro obiettivo: rendere disponibile per le persone affette da questa patologia un trattamento in grado di stimolare la produzione di un livello di emoglobina sufficiente a ridurre o eliminare del tutto le trasfusioni, contribuendo a migliorare in modo significativo la loro qualità di vita”. Il parere adottato dal CHMP è il primo importante passo del percorso verso l'accesso al paziente. Il parere verrà ora inviato alla Commissione Europea (CE) che dovrà prendere la decisione relativa all'autorizzazione all'immissione in commercio su scala europea. Se Zynteglo avrà il via libera dalla UE, previsto nel secondo trimestre, sarà il primo prodotto di terapia genica disponibile per i pazienti con la grave forma di beta-talassemia.

Come riportato sul sito dell’EMA, una volta che l'autorizzazione all'immissione in commercio sarà stata concessa, le decisioni in merito al prezzo e al rimborso si svolgeranno a livello di ciascuno Stato membro, tenendo conto delle potenzialità del farmaco nel contesto del Sistema Sanitario Nazionale di quel Paese. Nel panorama europeo, l’Italia è sicuramente un Paese in cui la beta-talassemia, malattia diffusa soprattutto nelle zone mediterranee, ha un forte impatto. “La talassemia fa parte della storia del nostro Paese e nel corso degli anni la sua gestione è andata sempre più migliorando grazie ai progressi della scienza, all’impegno dei medici, dei donatori di sangue, alla collaborazione instauratasi tra il mondo scientifico, le rappresentanze dei pazienti e le istituzioni. Tuttavia rimane una patologia ad alto impatto, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico e della qualità della vita”, sottolinea Valentino Orlandi, Presidente Nazionale di UNITED Onlus.

 

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