Lunsotogene parvec-cwha ha ottenuto l’approvazione accelerata sulla base dei risultati dello studio clinico CHORD e, grazie a un accordo con il governo statunitense, sarà distribuita gratuitamente
Ci sono notizie che fanno letteralmente drizzare le orecchie, come lo sbarco sul mercato (d’oltreoceano, per ora) di un trattamento specifico, destinato a coloro che sono affetti da forme genetiche di sordità. Nelle scorse settimane, infatti, la Food and Drug Administration (FDA) ha concesso l’approvazione a una terapia genica su cui la comunità scientifica si era intensamente confrontata grazie ai promettenti dati del trial nel quale essa è stata testata. Si tratta di lunsotogene parvec-cwha (nome commerciale: Otarmeni™) che, in appena due mesi dalla sottomissione della domanda di commercializzazione da parte di Regeneron Pharmaceuticals ha avuto l’ok dall’ente regolatorio statunitense e, secondo i termini di un accordo tra la casa farmaceutica produttrice e il governo, negli Stati Uniti sarà fornita ai pazienti gratuitamente.
Infatti, con comunicato stampa diffuso a fine aprile, Regeneron ha annunciato il via libera alla distribuzione della terapia genica nell’ambito del Programma “National Priority Voucher” della FDA, a soli 61 giorni dal momento in cui l’azienda aveva depositato la domanda di licenza biologica. È l’approvazione più veloce nella storia della FDA. Ma lunsotogene parvec-cwha (prima nota anche come DB-OTO e di cui Osservatorio Terapia Avanzate aveva parlato qui) ha stabilito anche un altro record in quanto è il primo trattamento specifico per forme di sordità genetiche. Così, mentre il mondo sportivo si infiamma per la superlativa prestazione agonistica di Sabastian Kimaru Sawe - il primo uomo nella storia a correre la maratona sotto il tempo di 2 ore - la comunità americana dei pazienti con sordità guarda alla nuova terapia genica con speranza, soprattutto in considerazione del fatto che l’azienda si è impegnata a rendere disponibile gratuitamente lunsotogene parvec-cwha sull’intero territorio nazionale statunitense (anche se in alcuni casi potrebbero essere aggiunti costi legati alla procedura di somministrazione). Una notizia che - conoscendo come funziona il servizio sanitario a stelle e strisce - sorprende quasi più dell’approvazione stessa.
Lunsotogene parvec-cwha impiega un doppio vettore virale adeno-associato (AAV) per veicolare una copia funzionante del gene OTOF all’interno delle cellule ciliate della coclea e ripristinare la produzione di otoferlina, proteina indispensabile per la comunicazione tra l’orecchio interno e i nervi deputati alla trasmissione dei segnali uditivi al cervello. In mancanza di otoferlina tale meccanismo è interrotto e i pazienti sono chiusi in una bolla insonorizzata, una condizione che (in un mondo iperconnesso) incide duramente sulla qualità di vita. Nello specifico, un copia del gene OTOF viene “spezzata” in due frammenti da caricare in due distinti vettori insieme al promotore Myo15, necessario per limitare l’espressione del gene solo alle cellule ciliate dove è normalmente espressa l’otoferlina; i due frammenti del gene riescono ricombinarsi all’interno della cellula bersaglio. La terapia viene somministrata ai pazienti tramite una singola infusione nella coclea, nel corso di una procedura simile a quella utilizzata per l’impianto cocleare, condotta in anestesia generale. “L’approvazione di lunsotogene parvec-cwha da parte della FDA segna l’inizio di una nuova era nel trattamento delle forme genetiche di perdita dell’udito, per le quali sarà ora possibile ripristinare un udito naturale in ogni istante del giorno, sette giorni su sette”, afferma Eliot A. Shearer, professore associato di Otorinolaringoiatria e Chirurgia della Testa e del Collo alla Harvard Medical School e ricercatore dello studio CHORD nel quale la terapia genica è stata testata.
Pochi mesi fa, infatti, erano stati diffusi i risultati preliminari dello studio di Fase I/II CHORD da cui erano parse subito evidenti le potenzialità della terapia genica destinata a pazienti con perdita dell’udito suscitata da mutazioni nel gene OTOF. Nello studio multicentrico - pensato per valutare sicurezza, tollerabilità ed efficacia di lunsotogene parvec-cwha in neonati, bambini e adolescenti - sono state incluse 30 persone da differenti Paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Germania e Giappone). Il trial è stato suddiviso in due fasi: nella prima, i pazienti hanno ricevuto una singola iniezione intracocleare della terapia in un orecchio, mentre nella seconda la dose selezionata in precedenza è stata somministrata in entrambi gli orecchi. A poche settimane dalle prime infusioni i medici hanno registrato risposte positive per la gran parte dei parametri di valutazione. “Durante il trial la terapia genica somministrata una sola volta ha suscitato risposte uditive rapide, significative e costanti, con la maggior parte dei bambini che ha ottenuto notevoli miglioramenti dell’udito”, riprende Shearer. “Li ho visto con i miei occhi rispondere alla voce della madre, ballare al ritmo della musica e interagire con il mondo circostante. Traguardi che saranno alla portata di un numero maggiore di bambini nati con questa specifica forma di perdita dell’udito.”
I dati di efficacia - su cui è stata basata la decisione dell’FDA - sono stati ricavati dai primi 20 partecipanti (di età compresa tra 10 mesi e 16 anni), ai quali era stata praticata l’infusione sia in un solo orecchio che in entrambi. Alla 24esima settimana nell’80% dei casi è stato registrato un miglioramento dell’udito tale da rendere superflua l’apposizione dell’impianto cocleare; addirittura il 42% dei bambini aveva raggiunto un livello di udito che consentiva loro di percepire i sussurri (≤ 25 dBHL). Le risposte si sono stabilmente mantenute nel tempo e, oltre che efficace, la terapia si è rivelata sicura: le reazioni avverse più comuni sono state otite, vomito, nausea, vertigini e dolore correlato alla procedura di infusione, che ricalca quella dell’impianto cocleare e può quindi essere effettuata solamente nei centri ad alta specializzazione da parte di personale esperto in chirurgia intracocleare e adeguatamente formato sulle modalità di somministrazione della terapia genica.
Le aspettative su lunsotogene parvec-cwha erano molto alte anche per il successo nel trattamento di singoli casi che avevano rinforzato la possibilità che una terapia genica potesse cambiare il destino di bambini e adolescenti con sordità. Di fatto, lunsotogene parvec-cwha ha ottenuto il Fast Track e la designazione RMAT (Regenerative Medicine Advanced Therapy) conferita dalla FDA alla terapie avanzate progettate per il trattamento di gravi malattie, in modo da accelerarne le fasi di sviluppo e approvazione. In Europa, lunsotogene parvec-cwha ha già ottenuto la designazione di farmaco orfano e - secondo quanto fatto trapelare dall’azienda - sono in corso richieste di autorizzazione che, si spera, condurranno la terapia anche sul vecchio continente, donando una prospettiva di guarigione a molti bambini.
“Attraverso l’ascolto e il linguaggio parlato, oppure il linguaggio dei segni, l’utilizzo della tecnologia o una combinazione di ognuno di questi approcci, facciamo della comunicazione il fulcro del modo di vivere il mondo”, commenta Janet DesGeorges, Direttrice Esecutiva di Hands & Voices. “Quando si affacciano al problema della perdita uditiva le famiglie meritano un facile accesso a varie opzioni terapeutiche e ad informazioni equilibrate, in modo da poter valutare e scegliere l’approccio più adatto alle loro circostanze specifiche”.





