terapia genica, sindrome di Sanfilippo

L’autorizzazione del FDA si basa sui dati clinici che hanno mostrato un beneficio rispetto al declino osservato nella storia naturale della malattia, con un follow-up che raggiunge quasi gli 8 anni

Per i bambini con la sindrome di Sanfilippo di tipo A, una malattia genetica rara e devastante che compromette progressivamente le funzioni neurologiche, si apre una nuova prospettiva terapeutica. Pochi giorni fa, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato rebisufligene etisparvovec-hopf (nome commerciale Fayuvi), la prima terapia genica per questa patologia, con l’obiettivo di arrestarne o rallentarne la progressione e la perdita delle capacità acquisite. La terapia avanzata, sviluppata da Ultragenyx Pharmaceutical, è indicata per il trattamento delle manifestazioni neurologiche della malattia nei pazienti pediatrici con funzione neuroevolutiva preservata. Si tratta della seconda terapia genica commercializzata da Ultragenyx, la prima era stata autorizzata dall’FDA proprio il mese scorso.

UNA MALATTIA NEURODEGENERATIVA ULTRA-RARA

La sindrome di Sanfilippo di tipo A, o mucopolisaccaridosi di tipo III (MPS III) è una malattia da accumulo lisosomiale ultra-rara e letale che colpisce principalmente il sistema nervoso centrale. La neurodegenerazione, rapida e progressiva, esordisce nella prima infanzia e comporta un ritardo globale dello sviluppo, seguito dalla perdita delle capacità cognitive, linguistiche e motorie, fino alla morte precoce. Si stima che la patologia interessi tra 3.000 e 5.000 pazienti nelle aree geografiche commercialmente accessibili, con un’aspettativa di vita mediana di 15 anni.

La causa è una carenza dell’enzima sulfamidasi (detto anche N-sulfoglucosamine sulfohydrolase, SGSH), che determina l’accumulo di eparan solfato nelle cellule e provoca un danno progressivo al sistema nervoso centrale. La terapia genica rebisufligene etisparvovec-hopf utilizza un vettore virale adeno-associato (sierotipo 9, AAV9), progettato per veicolare una copia funzionale del gene SGSH che codifica per l’enzima carente. Il trattamento viene somministrato una tantum (one-shot) per via endovenosa.

DALLO SVILUPPO ALLA SPERIMENTAZIONE CLINICA

La terapia genica, nota precedentemente anche con il nome sperimentale UX111, (di cui Osservatorio Terapie Avanzate ave a già parlato qui) è stata sviluppata da Haiyan Fu e Doug McCarty durante il loro incarico presso la Ohio State University e il Nationwide Children’s Hospital. Inizialmente concessa in licenza all'azienda Abeona, è stata poi ceduta a Ultragenyx. 

“È motivo di grande soddisfazione il fatto che questo vettore sia stato progettato presso il nostro centro oltre dieci anni fa; la sua approvazione sottolinea il nostro impegno nella creazione di terapie in grado di incidere significativamente sulla salute dei bambini”, ha dichiarato il dott. Kevin M. Flanigan, direttore del Center for Gene Therapy e sperimentatore principale dello studio clinico che ha portato all’approvazione. Flanigan ha inoltre sottolineato il valore clinico del trattamento: “Questa terapia genica risponde a un’urgente esigenza clinica insoddisfatta e offre alle famiglie un’opzione terapeutica promettente”.

L’approvazione dell’FDA si è basata sui dati dello studio clinico Transpher A e su quelli raccolti nel follow-up a lungo termine. Le evidenze hanno mostrato un beneficio rispetto al declino osservato nella storia naturale della malattia, con un effetto terapeutico duraturo nelle valutazioni cliniche, rilevabili con diversi biomarcatori, e un profilo di sicurezza giudicato accettabile. I dati coprono ormai un periodo di osservazione che raggiunge quasi gli otto anni.

L’efficacia biochimica della terapia è stata documentata attraverso la riduzione dei livelli di eparan solfato nel liquido cerebrospinale, riscontrata in tutte le fasce d’età. Nello studio, 17 pazienti trattati con Fayuvi, di età compresa tra 24 e 60 mesi, sono stati confrontati con 27 bambini non trattati, appartenenti a una coorte esterna comparabile di storia naturale della sindrome. Il confronto ha evidenziato nei pazienti sottoposti alla terapia genica un punteggio cognitivo superiore di 23,5 punti rispetto a quello osservato nella storia naturale della malattia, secondo le scale Bayley-III.

UN TRAGUARDO STORICO

“L’approvazione è il frutto di anni di ricerca da parte di scienziati e sviluppatori, nonché del sostegno incrollabile di numerose famiglie e associazioni di pazienti di fronte a una malattia devastante e universalmente fatale, priva di opzioni terapeutiche”, ha affermato Emil D. Kakkis, amministratore delegato e presidente di Ultragenyx. “Si tratta di un traguardo storico per una comunità che ha atteso fin troppo a lungo, ma che non ha mai perso la speranza”.

“Questo risultato rappresenta una meta per la quale la comunità della sindrome di Sanfilippo di tipo A si è battuta per decenni: il primo trattamento in assoluto per una malattia che sottrae inesorabilmente ai bambini le loro capacità, la loro indipendenza e il loro futuro”, hanno dichiarato Glenn O’Neill, presidente e co-fondatore della Cure Sanfilippo Foundation, e Terri Klein, presidente e amministratore delegato della National MPS Society.

L’ACCESSO AL TRATTAMENTO

Negli Stati Uniti, Fayuvi avrà un prezzo di listino pari a 3,95 milioni di dollari, collocandosi tra i farmaci più costosi al mondo. Il costo è inferiore soltanto a quello di Lenmeldy (commercializzato in Europa e in Italia come Libmeldy), la terapia genica di Orchard Therapeutics per la leucodistrofia metacromatica, il cui prezzo di listino è di 4,25 milioni di dollari. A giustificazione della cifra, Ultragenyx ha sottolineato che il costo complessivo dell’assistenza per un bambino affetto da sindrome di Sanfilippo di tipo A può superare gli 8 milioni di dollari nell’arco della vita.

Per facilitare l’accesso alla terapia, Ultragenyx metterà a disposizione dei pazienti e dei loro caregiver il programma UltraCare, che comprende figure specializzate denominate “UltraCare Gene Therapy Guides”. Si tratta di professionisti appositamente formati per aiutare le famiglie a comprendere la copertura assicurativa, ottenere il supporto necessario per il trattamento e affrontare le diverse fasi del percorso terapeutico.

L’azienda prevede che Fayuvi sarà disponibile già entro 30-60 giorni e sarà somministrata attraverso una rete di Centri di Trattamento Qualificati (QTC), strutture sanitarie dotate delle competenze e della formazione necessarie per l’infusione dell’innovativa terapia.

Con il contributo incondizionato di

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