In che modo le nuove tecnologie possono trasformare la medicina? Le app e gli wearable (le tecnologie indossabili, ad esempio sensori, smart watch, occhiali, …) sono uno strumento utile per il monitoraggio dei pazienti? L’intelligenza artificiale è davvero in grado di fare diagnosi? Le terapie digitali saranno i trattamenti del futuro? Il gaming e la realtà virtuale possono essere d’aiuto per i disturbi dell’attenzione e per la gestione di alcune patologie? La robotica e la stampa 3D sono il futuro della chirurgia? Quanto è stata utile la medicina digitale nella pandemia COVID-19? Queste sono solo alcune delle domande a cui proveremo a dare una risposta in base alle evidenze scientifiche attualmente disponibili.

Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, le innovazioni tecnologiche hanno già preso il loro posto nella biomedicina attuale. È però fondamentale comprendere ed esplorare le interazioni tra uomo e sistemi tecnologici, e anche il rapporto tra terapie “classiche” e terapie digitali, in modo da migliorare sempre di più i risultati dell’applicazione delle nuove tecnologie in medicina. Soluzioni tecnologiche valide potrebbero permetterci di migliorare la diagnosi, il monitoraggio, la raccolta dati e il trattamento di molte patologie, aiutando il personale medico nella gestione e alleggerendo il sistema sanitario. L’era digitale, infatti, potrà democratizzare l’accesso alle cure e responsabilizzare i pazienti a impegnarsi per la loro salute.

Oltre agli aspetti scientifici e tecnologici legati all’utilizzo di queste tecnologie, è importante valutare anche gli aspetti economici e bioetici, la regolamentazione e il valore clinico di questi strumenti, con particolare attenzione alla sicurezza, all’efficacia, ai rischi e alla destinazione d’uso. La Food and Drug Administration (FDA) statunitense e l’European Medicines Agency (EMA) hanno già delineato dei piani di azione per rispondere a questo nuovo settore della medicina, anche se per alcuni aspetti la situazione è ancora in trasformazione.

La sezione “Innovazioni tecnologiche” è realizzata in collaborazione con Eugenio Santoro, Capo del Laboratorio di Informatica Medica del Dipartimento di Salute Pubblica presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS (Milano)

Con il contributo incondizionato di

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