zemcelpro, neoplasie ematologiche

Dorocubicel, basata su cellule staminali da sangue cordonale espanse ex vivo, è indicata per gli adulti che necessitano di trapianto ma non dispongono di un donatore

La Commissione europea ha concesso l’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio a dorocubicel (nome commerciale Zemcelpro e noto anche come UM171): una terapia cellulare destinata ad adulti con neoplasie ematologiche che necessitano di un trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, ma non dispongono di un donatore compatibile. L’autorizzazione - valida in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, nonché in Islanda, Norvegia e Liechtenstein - si rivolge a pazienti affetti da patologie gravi e potenzialmente letali, come leucemie e sindromi mielodisplastiche, per i quali le opzioni terapeutiche sono estremamente limitate.

In Europa, si stima che ogni anno oltre 10.000 persone ricevano una diagnosi di tumore del sangue che richiede un trapianto di cellule staminali, ma una parte di questi pazienti non riesce ad accedere alla procedura per mancanza di un donatore compatibile o per tempi incompatibili con l’urgenza clinica. Zemcelpro - prodotto da Cordex Biologics International Limited, una società di ExCellThera - è un medicinale di terapia avanzata (ATMP), di tipo allogenico, basato su cellule staminali emopoietiche derivate da sangue cordonale. Dorocubicel è prodotto specificamente per ciascun paziente e contiene due tipi di cellule staminali ricavate da sangue di cordone ombelicale donato: cellule CD34+ espanse ex vivo, ovvero coltivate e fatte moltiplicare in laboratorio (che rappresentano il “principio attivo” della terapia), e cellule CD34- provenienti dalla stessa unità di sangue cordonale. Questo approccio consente di superare uno dei principali limiti del trapianto da cordone ombelicale, ovvero il basso numero di cellule disponibili, favorendo un attecchimento più rapido e una migliore ripresa ematologica.

Come spiegato nel comunicato stampa diffuso dall’azienda, le cellule staminali per il trapianto vengono prelevate da un fratello compatibile o da un donatore non imparentato. Quando questi non sono disponibili, è possibile utilizzare il sangue del cordone ombelicale. Tuttavia, queste unità spesso contengono un numero insufficiente di cellule staminali, causando un ritardo nell'attecchimento, il processo cruciale attraverso il quale le cellule trapiantate si insediano nel midollo osseo del paziente. Con dorocubicel si supera questo ostacolo includendo un componente costituito da cellule staminali che sono state espanse o moltiplicate al di fuori dell'organismo. Ciò aumenta il numero totale di cellule vitali disponibili per il trapianto, contribuendo ad accelerare l'attecchimento e il recupero.

Dal punto di vista della sicurezza, il profilo di dorocubicel è risultato coerente con quello dei trapianti allogenici convenzionali dopo condizionamento mieloablativo. È stato valutato in 120 pazienti con neoplasie ematologiche in studi clinici condotti negli Stati Uniti, in Europa e in Canada. La terapia cellulare è stata testata in studi di Fase II su pazienti affetti da leucemie acute e mielodisplasie ad alto e altissimo rischio che hanno opzioni terapeutiche limitate con bassi tassi di sopravvivenza e un'alta incidenza di recidive con l'attuale standard di cura, compresi pazienti con mutazioni TP53 o altre anomalie genetiche, pazienti che necessitano di un secondo trapianto e pazienti con malattia refrattaria o attiva. Uno studio clinico di Fase III su questa popolazione di pazienti sarà avviato il prima possibile. L’EMA ha comunque richiesto un attento monitoraggio dei pazienti trattati.

Il parere positivo dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA), che ha preceduto la decisione finale della Commissione europea, si basa su risultati clinici preliminari ottenuti in studi condotti su un numero limitato di pazienti, ma considerati sufficienti a dimostrare un rapporto beneficio-rischio favorevole in una popolazione con un elevato bisogno medico insoddisfatto. Come previsto per questo tipo di autorizzazione, l’azienda dovrà fornire ulteriori dati clinici, inclusi quelli di uno studio clinico randomizzato, e creare un registro pazienti. La terapia cellulare ha anche ottenuto la designazione di farmaco orfano ed è stato ammesso al programma PRIME dell’EMA durante le fasi di sviluppo.

“Il potenziale curativo del trapianto allogenico di cellule staminali è ancora limitato dall'accesso a un donatore compatibile. L'accesso alla donazione di cellule staminali in base al rigoroso decorso della malattia è uno dei principali fattori che limitano il successo”, ha affermato il dottor Fabio Ciceri, professore di ematologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Italia. “La terapia cellulare offre un'opzione tempestivamente disponibile per i pazienti che ne hanno bisogno”.

In Italia, Zemcelpro è stato inserito dall’Agenzia Italiana del Farmaco nella C(nn), cioè quella Classe di farmaci non ancora negoziati e non rimborsati. Ciò significa che il medicinale è formalmente autorizzato, ma l’accesso diffuso dipenderà dal completamento delle procedure nazionali di valutazione e rimborso. Nel frattempo, l’azienda sta lavorando con le autorità sanitarie per favorire possibili percorsi di accesso precoce.

Scarica le tabelle che riassumono lo stato di approvazione delle terapie avanzate in Europa e in Italia:

Scarica la tabella dedicata alle terapie avanzate rimborsate in Italia:

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