Giulio Cossu

Giulio Cossu: “Io ho scelto di fare il ricercatore. Nessuno mi ha costretto e nemmeno consigliato: è una decisione che prenderei altre cento volte qualora se ne ripresentasse l’occasione, sapendo che non avrei voluto fare altro” (da La trama della vita, Marsilio Editori)

La storia della scienza – e della medicina - è scandita dalle grandi scoperte: il primo vaccino, i raggi X, la mappatura del genoma umano, il primo trapianto di midollo osseo, la prima terapia genica approvata, 'la lenta ma progressiva sconfitta di malattie prima incurabili'. Ma il percorso della scienza, e degli scienziati che la fanno, non è sempre lineare e, soprattutto, non è costellato di successi dall'inizio alla fine, come qualcuno potrebbe pensare. Inseguendo il sogno 'della cura dell’incurabile', siamo arrivati al punto di manipolare e riparare geni, cellule e tessuti, cosa assolutamente impensabile fino a qualche decennio fa. Nel libro 'La trama della vita', Giulio Cossu ci accompagna lungo il cammino della ricerca scientifica, intrecciando la sua esperienza personale come ricercatore con la testimonianza di una delle grandi rivoluzioni della storia della medicina.

Ora a Manchester, il percorso di Giulio Cossu è partito da Roma: una carriera dedicata alla comprensione della distrofia muscolare di Duchenne e alla ricerca di una possibile cura per questa grave malattia genetica causata da una mutazione che non permette la produzione di distrofina, una proteina fondamentale per il corretto funzionamento dei muscoli. Pur non avendo trovato la luce in fondo al tunnel della ricerca sulla Duchenne, le sue ricerche sono stati determinanti per aumentare le conoscenze sulla patologia e tutt'ora prosegue i suoi studi oltremanica. La sua storia personale ci permette di seguire gli sviluppi della medicina rigenerativa degli ultimi anni, esplorando a fondo sia quelli che sono i temi più trattati e di cui già si parla da qualche anno (terapie cellulari e terapie geniche), ma dando un’occhiata anche alle più recenti tecnologie, tra cui ad esempio gli organoidi: organi microscopici formati da cellule provenienti dallo stesso pazienti, che possono essere studiati per ampliare le conoscenze sullo sviluppo dell’organo, sull’insorgere delle malattie e su cui possibile testare l’effetto di un nuovo farmaco.

Il racconto dei fallimenti, personali e non solo, è parte sostanziale del libro: umanizzare il ricercatore offre al lettore una visione diversa, più realistica e meno distaccata, creando l’atmosfera giusta per spiegare in maniera chiara il processo scientifico, i suoi punti di forza e le sue debolezze. Debolezze che nelle cellule staminali, oggetto di studio dell’autore, hanno trovato terreno fertile. La sperimentazione di nuovi farmaci e terapie deve passare attraverso diversi passaggi fondamentali, prima di arrivare ai pazienti: senza questo processo, non possiamo essere a conoscenza dei dati su efficacia e sicurezza, con le possibili conseguenze del caso. Per le staminali vale lo stesso principio, ma negli ultimi anni sono diventate di interesse per possibili truffe mediche, dato che vengono vendute come terapia per qualsiasi cosa senza essere approvate dagli organi regolatori. “Non siamo più negli anni della terapia Stamina che, pur avendo creato parecchio scalpore, era distinguibile dagli studi autorizzati”, spiega Cossu. “Oggi c’è un livello di sofisticazione tale da rendere i cosiddetti ‘buoni’ molto difficilmente distinguibili dai ‘cattivi’, per cui bisogna stare attenti a questa semplificazione. - aggiunge il professore, ampliando il discorso affrontato nel libro - L’unica cosa che può aiutarci a distinguere una terapia in corso di sperimentazione che ha seguito tutto l’iter necessario e una che esula dai regolamenti è il fatto che il paziente paghi oppure no. In Europa non si paga per una terapia non consolidata e, al momento, sembra essere l’unico punto dirimente, anche se non è facile semplificare un discorso così complesso”.

Il libro inizia con una spiegazione per punti di cosa NON è la medicina rigenerativa e verso la conclusione, dopo un’attenta e chiara descrizione delle tematiche affrontate, viene affrontato il delicato discorso degli effetti della comunicazione, della perdita di fiducia nella scienza e delle fake news in ambito medico-scientifico. “Come diceva Eco, il web dà voce allo scemo del villaggio, che diventa equivalente a quella di un professionista che ha passato 40 anni a studiare quella materia.”, prosegue il professore. “La soluzione, secondo me, la possiamo trovare nell'educazione dei ragazzi: a scuola non si affrontano tematiche mediche, nemmeno qualche nozione di base, e nelle università non si studia medicina rigenerativa. L’unico corso in Italia su questo tema lo tiene una volta all'anno il professor Michele De Luca a Modena. Non possiamo pretendere che si diffondano le corrette informazioni su queste tematiche, quando a volte nemmeno i medici stessi sono aggiornati. E sul web non si può competere con quelli che fanno comunicazione di professione, specialmente se lo fanno col fine di vendere qualcosa. È cruciale fare corretta informazione su cosa si può curare o no con le staminali, ne va della salute dei pazienti”.
Il futuro della medicina rigenerativa si basa sulla ricerca di terapie sempre meno invasive e più efficaci, grazie alle quali si cerca di abbandonare il concetto di gestione dei sintomi per arrivare a quello di cura delle cause della patologia, specialmente se di origine genetica. L’Italia è uno dei Paesi all'avanguardia in questo settore, ma la strada è ancora lunga e in salita. “Parafrasando il premio Nobel Niels Bohr, è molto difficile fare previsioni, soprattutto per il futuro. Se tutto andasse come previsto, il passo successivo della medicina rigenerativa sarà quello di aumentare il numero delle malattie curate – che finora si contano sulle dita di una mano - e, in seguito, ridurre i costi, che attualmente sono un parametro da non sottovalutare”, commenta Cossu. “Nel futuro io vedo le cellule donatrici universali, cioè delle cellule modificate in modo da essere invisibili al sistema immunitario. È una cosa che stiamo cercando di fare in molti: se ci riuscissimo, avremo una cellula che si può dare liberamente a tutti i pazienti che ne hanno bisogno, aumentando le patologie trattabili e abbassando i costi”.
La scienza supera i suoi stessi limiti in continuazione: quello che ieri ci sembrava impensabile, oggi l’abbiamo già fatto e domani sarà la base per lo sviluppo di nuove ricerche. Un libro che racconta, senza essere mai noioso o troppo complesso, un viaggio nel mondo della medicina rigenerativa, pieno di avventure, ostacoli, delusioni, ma anche curiosità, condivisione, vittorie. Il viaggio di un ricercatore a spasso tra i sentieri della scienza, in cui è facile perdersi cercando la soluzione, ma che, in fin dei conti, resta un bel posto in cui perdersi. “Ho passato la vita a cercare una cura per la distrofia muscolare, ancora non l’ho trovata e ho la netta sensazione che il tempo stia finendo, ma va bene così”.

Giulio Cossu, che fa parte - insieme a Michele De Luca - del Comitato Scientifico di Osservatorio Terapie Avanzate, vive a Manchester dove continua a lavorare sulle cellule staminali per le distrofie muscolari e insegna medicina rigenerativa. Il suo saggio 'La trama della vita – La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse' è stato pubblicato da Marsilio Editori a ottobre 2018.

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