Crispr ed editing genomico, il libro di Anna Medolesi

La recensione di Enrico Orzes

Chi può ancora permettersi di rispondere “Non ne ho idea” alla domanda in cosa consista il processo di modifica del genoma e a cosa serva?
La maggior parte dei non addetti ai lavori ha nella testa solo concetti vaghi, il più delle volte approssimativi quando non completamente distorti, che altro non sono se non un frullato di scienza, religione, politica e fantascienza, spesso anche dosate in maniera sbagliata.

Perciò non stupisce che non siano comprese chiaramente certe notizie nelle quali si fa cenno a protocolli di editing genomico: il caso del dott. Hu, lo scienziato cinese che ha affermato di aver fatto nascere due gemelline dal patrimonio genetico modificato in laboratorio è un esempio e un ottimo punto di partenza per affermare l’importanza di opere divulgative su temi scientifici di attualità quale è E l’uomo creò l’uomo (Bollati Boringhieri), della biologa Anna Meldolesi.


In meno di 200 pagine l’autrice spiega che cosa sia l’editing genomico e, nel particolare, si sofferma su CRISPR/Cas9 , la tecnica che ha cambiato il lavoro di tanti ricercatori nel mondo e che sovvertirà la nostra idea di medicina. Un acronimo difficile, non facilmente ricordabile e destinato a essere storpiato e maltrattato un po’ troppo spesso sulle pagine dei quotidiani. Con un linguaggio adatto a tutti e ricorrendo a similitudini semplici da comprendere Anna Meldolesi alza il velo su una metodologia che permette di correggere la sequenza del DNA e, quindi, di variare le informazioni in essa contenute. Facile? Tutt’altro! Per afferrare concretamente l’arduità dell’impresa provate a immaginare di spiegare a un amico come funzioni il motore della vostra auto. A meno che non siate meccanici, non sarà facile essere dettagliati e non è sufficiente suggerire che solo girando la chiave scatti la magia. CRISPR/Cas9 è una macchina delicata perché si interfaccia con il DNA, il codice che racchiude tutte le informazioni che permettono la vita. Una mutazione anche infinitesimale in una lettera del codice può tradursi in un cambiamento macroscopico evidente nell’individuo. O può innescare una malattia grave come il cancro. Una farfalla sbatte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia. Un modo di dire immediato per ribadire che dietro a CRISPR c’è un universo da svelare.

Anna Meldolesi, con una laurea in Biologia, conseguita presso l’Università di Bologna e il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste racconta gli esordi dell’editing genomico con passione, trasporto e precisione, senza dimenticare che i destinatari del suo libro non sono solo medici, biologi o ricercatori. E, soprattutto, da brava biologa cita con accortezza le sue fonti (ogni capitolo del libro si chiude con un paragrafo dedicato ai riferimenti bibliografici), perché nella società di oggi le fake news sono come una malattia neurodegenerativa che attacca i neuroni e inficia la capacità di pensare. L’unico modo per produrre un’informazione di alto livello è curare le fonti, verificarle e metterne insieme i contenuti con oculatezza e scrupolo. Questo lo sa bene Anna Meldolesi che, tra le altre cose, è stata cofondatrice della rivista “Darwin” e collaboratrice di “Nature Biotechnology” e attualmente è anche curatrice del blog CRISPeRMANIA, uno dei più attendibili riferimenti di ambito scientifico-divulgativo dedicato a CRSIPR, la cui storia è esplosa nel 2013 consentendo un pauroso balzo avanti all’evoluzione dell’editing del genoma. Perché il sistema di modificazione genetica noto come CRISPR, sfrutta un enzima in grado di tagliare il DNA, un filamento di RNA guida e delle sequenze batteriche particolari, che rappresentano una sorta di sistema immunitario dei batteri, grazie al quale questi si proteggono dall’attacco dei virus. La combinazione di questi tre fattori è una macchina molecolare che un domani potrebbe condurci all’eliminazione di tante malattie rare. Ma come ci samo arrivati? Anna Meldolesi descrive gli scienziati che hanno scoperto queste sequenze del DNA batterico e spiega chi sono coloro che hanno avuto l’intuizione di usarle per correggere il DNA mutato nell’uomo. Con una scrittura appassionante la Meldolesi tratteggia le figure di Jennifer Doudna, Emmanuelle Charpentier, Feng Zhang e George Church, i pionieri di questa filosofia di modifica del patrimonio genetico. Nomi che presto potrebbero essere insigniti del Premio Nobel per le loro scoperte e per l’applicazione delle stesse.

Ma la – ancor breve – storia di CRISPR non si esaurisce con il cosa? O il chi? Necessita del Come? e Anna Meldolesi prosegue il suo saggio facendo ben presente che a grandi potenzialità corrispondono grandi rischi e spiegando quali siano i paesi nei quali la ricerca è più libera e quali, invece, siano più restii a procedere a briglia sciolta senza avere le giuste basi. In tutto ciò non si può dimenticare il ruolo dei pazienti, che si aggiunge a quello di chi fa ricerca e a quello di chi deve regolamentare questa ricerca. In tal modo, ogni sfumatura della fulminea ascesa di CRISPR si trasforma in un dettaglio intrigante di una storia tutta in costruzione. Motivo per il quale è ancora più difficile parlarne. Tuttavia, Anna Meldolesi padroneggia da cima a fondo l’argomento ed è capace di dargli quasi la forma di un romanzo che conquista dalla prima all’ultima pagina.
Vincitrice, nel 2000, del Premio Marino Golinelli, European Award for Journalism in Genetics, Anna ha già pubblicato Organismi geneticamente modificati. Storia di un dibattito truccato (2011), Mai nate. Perché il mondo ha perso 100 milioni di donne (2011) e Elogio della nudità (2015). Con E l’uomo creò l’uomo è giunta in finale alla XII Edizione del Premio Galileo per la divulgazione scientifica, a ulteriore riprova di quanto sia necessario saper affrontare con criterio argomenti scottanti come questi e di come sia imperativo portarli a conoscenza di tutti. CRISPR, infatti, è una metodica che non riugarda solo la salute dell’uomo ma, superando i confini della medicina, giunge a colonizzare il settore dell’agricoltura e quello agroalimentare. Anna ci insegna a distinguere un organismo geneticamente modificato da uno prodotto con tecnologia CRISPR, invitandoci a non fare di tutta l’erba un fascio e, soprattutto, a giudicare partendo da solide basi e con mente aperta, senza rimanere schiacciati da pregiudizi ignoranti e notizie fasulle.

Con un linguaggio intenso e frizzante, tanto nel libro come nel blog e negli articoli che pubblica sul Corriere della Sera, quotidiano con cui collabora da tempo, Anna Meldolesi offre una sincera delucidazione di come l’editing genomico arriverà a cambiare le nostre vite. Il messaggio alla base del suo lavoro è la necessità di giungere a una profonda comprensione di un fenomeno nuovo e multisfaccettato, da non confondere con la fantascienza da romanzo o con un tabù religioso. Un’opera che si legge tutta d’un fiato, con sempre nuova curiosità e che ci fa guardare al futuro con ottimismo, ricordandoci che per tagliare impensabili traguardi bisogna saper procedere nella giusta direzione e con il giusto ritmo di marcia.

Con il contributo incondizionato di

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